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Negozi in montagna, Uncem chiede la defiscalizzazione

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TORINO – I piccoli negozi montani sono sempre più schiacciati dai supermercati, ma anche dallo spopolamento che sta avvenendo nelle nostre montagne (per un approfondimento qui).

Sempre più spesso i commercianti si vedono costretti a chiudere le serrande, costringendo chi ancora abita nei centri montani a fare chilometri per raggiungere il paese più grande.

Una realtà quella commerciale che sta andando spegnendosi nelle Terre Alte e che non ne va a danneggiare solamente il tessuto economico, ma anche quello sociale.

Nei paesi montani il negozio sotto casa è infatti l’ancoraggio della comunità: luogo di aggregazione prima ancora che di acquisto.

Ma come fa notare Uncem, solo in Piemonte, oltre 70 Comuni non hanno più un esercizio commerciale. Duecento su 1.205 hanno solo un negozio, sono cioè a rischio desertificazione.

Salvare i negozi sotto casa, nei piccoli Comuni e nei centri delle aree montane, è una necessità e per questo Uncem ha diffuso una nota agli Amministratori locali e sui social per rilanciare lo slogan “Compra in valle, la Montagna vivrà”, ideato alcuni anni fa dalla Camera di Commercio di Cuneo. Un impegno per i singoli e le comunità, un monito, una sfida sociale, culturale, economica e istituzionale. Ma non solo.

La richiesta è anche quella di “varare una legge che individui sgravi fiscali e minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un Comune montano, per chi avvia un’attività nelle Terre Alte, per chi vuole potenziare una piccola impresa, per chi apre una partita iva. Prevedere opportune “zone a fiscalità di vantaggio” nella legislazione regionale e anche all’interno dei provvedimenti adottati con la Strategia nazionale Aree interne. Incentivare i centri multifunzionali, “negozi che vendono prodotti e allo stesso tempo svolgono dei servizi”, d’intesa anche con associazioni locali presenti nei piccoli Comuni, come Pro Loco e gruppi Alpini.”

Questo è quanto emerge dall’ordine del giorno inviato da Uncem a 553 Comuni montani piemontesi, un vero e proprio atto politico che chiede alla Ragione ed al Governo un’azione chiara a sostegno della campagna “Compra in valle, la Montagna vivrà”, nonché di favorire nuovi progetti di sostegno agli esercizi commerciali di prossimità dei piccoli Comuni, già promossi in passato dalla Regione.

Una mobilitazione dal basso che arriva a pochi giorni da due ordini del giorno per la defiscalizzazione delle aree montane già varati all’unanimità in Consiglio regionale del Piemonte. Ora si attende una specifica legge, che dovrà non solo individuare sgravi fiscali per le zone montane, ma anche prevedere un piano di sviluppo strutturale permanente che consenta di superare i gap che finora hanno impedito a molti esercizi commerciali e a molte imprese di crescere e sopravvivere nei Comuni montani più distanti dai poli dei servizi.

“Visto che alla Germania è stato recentemente concesso di portare in house i suoi porti, per evitare finissero in mano cinese, si permetta dunque all’Italia di varare una legge che permetta di sostenere la montagna, le zone più interne e le sue imprese, di tutti i tipi – afferma Lido Riba, presidente Uncem Piemonte – È un’azione di civiltà, di buon senso e di grande vantaggio per l’intera collettività piemontese. Sui media leggiamo di abbandono delle aree montane, ma sempre più anche storie di ‘ritorno’. Si possono moltiplicare. Ma servono norme e azioni chiare, occorre agire subito. La politica deve fare la sua parte, le sue scelte”.

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1 Comment

  1. …bisognerebbe però che quando l’esercizio commerciale è ancora aperto, i paesani si rifornissero dando la precedenza ad esso.Invece ..una volta alla settimana … chi possiede un mezzo si va a rifornire all’ ipermercato anche se lontanuccio, ….si va al piccolo dettagliante di frontiera solo per …merci improvvisamente terminate o affettati e formaggi.In certe zone..passano gli ambulanti …davanti a casa e anche on demand,.basta telefonare

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