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Alpinismo, Primo Piano

Cleo Weidlich ha abbandonato il regno di Rupal

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ISLAMABAD, Pakistan – Le voci corrono nell’etere internautico e sembra che la Signora arrivata in ritardo al Nanga, se ne sia andata in anticipo. Cleo mi perdonerà se faccio dello spirito, o forse, visto che due anni fa al campo base del K2 mi ha regalato una torta, buonissima, la prossima volta me la tirerà in faccia. Ma è difficile rimaner seri di fronte a questa strana decisione/avventura consumata al campo base del versante Rupal.

Ha purtroppo mal calibrato i tempi, le misure, le logiche e perfino l’uso degli sherpa, che alcuni giorni fa l’hanno piantata lì, sotto un metro di neve fresca, ovviamente in tenda, con i cuochi, sempre fedeli, pakistani. Ci sarebbe da scrivere una storia buffa, ma Cleo è solo apparentemente stramba: è invece un “alpinista”, non ci si strappi le vesti, ed il prodotto concentrato della presunzione che basti avere un po’ di soldi, del tempo e della conoscenza tra il popolo Sherpa per salire in alta quota. Ma Cleo ha anche una stoica capacità di sottoporsi a dei sacrifici fisici e pure a delle pressioni psichiche per raggiungere la vetta di ogni montagna di 8000 metri. Ecco il prototipo dell’alpinista da spedizione commerciale. Magari composta da una sola persona, ma lo spirito è esattamente lo stesso.

Certo questa volta Cleo ha perso la trebisonda. Non aveva forse considerato che d’inverno le montagne sono molto, molto più complicate e che per farsi portar su dagli sherpa ne avrebbe dovuti avere almeno altri dieci ed un camion di ossigeno e che su Rupal sarebbe stata “sola”.

Insomma, forse Cleo mi tirerà la torta, ma se n’è andata (al Nanga quest’anno qualche volta tornano) ed è meglio così, per lei.

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