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Nanga: verso campo 4

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ISLAMABAD, Pakistan – “Ciao Simo, fa un freddo cane”. “Si, ma non c’è vento. Hai dormito un po’?” “Si certo, sai che riesco a dormire sempre un poco, che pensi? Ce la facciamo? Fa freddo, ma forse se non c’è vento? Io credo che ce la facciamo”.

“Hai gli scarponi caldi in fondo al sacco a pelo?”. “Si, ho bisogno di andare in bagno”. “Fa ancora freddo, aspetta un po’, prepariamo dell’acqua che facciamo colazione”. “Buonas dias, svegli?” ” Ciao Alex, good morning Alì”.

Ovviamente una conversazione mattutina inventata, ma non improbabile.

La temperatura fuori è attorno ai 23 gradi sottozero, dentro la tenda saremo a meno 10. Ali ha acceso il fornello e riempito di neve la pentola. Sta mangiando farina di grano, dice che è il miglior alimento per la quota. Sarà. Per gli altri bevande energetiche, miele, cioccolato, crema di latte, forse un po’ di grana.

Bisogna portar via dal campo tutto quel che serve sopra senza esagerare con il peso: la tenda, i materassini, i sacchi a pelo, fornello e viveri. Fa un freddo cane.

Oggi è lunga per andare a campo 4: la quota da superare è di “soli” più o meno 500 metri, ma quando si arriva sopra campo 3 si deve andar dritti verso l’alto, lo scivolo ti porta verso i 7000 metri e da lì si inizia a traversare a destra. Si chiama bacino Bazhin e nella verità è una specie di piatto fondo di ghiaccio messo a 45 gradi. Bisogna traversarlo da sinistra a destra in leggera salita. È lunga molto lunga. Alex ieri ha postato poche foto, ma si intuisce che il vento, gelido e orrendamente fastidioso, ha piallato i pendii e di neve fresca in quota sembra non essercene molta; certo, si sarà accumulata pressandosi dentro gli avvallamenti sottovento, ma niente a che vedere con le trincee di neve dentro le quali muoversi.

Pertanto a campo 4, dovunque verrà posizionato attorno ai 7100/7200 metri, non sarà tragico arrivarci se il tempo sarà clemente ed in tarda mattinata il sole scalderà un minimo l’aria a ridosso del suolo. Camminare verso un punto bivacco il più vicino alla cima sarà forse meno duro, ma mancheranno sempre parecchie centinaia di metri, minimo 900, e da lì ce ne vogliono di passi alla liberazione dell’avere solo cielo sopra la testa. Dai che ce la fanno!

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