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Kinshofer, alpinista moderno d’altri tempi

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Simone Moro, Alex Txikon, Ali Sadpara e Tamara Lunger per arrivare ieri in vetta hanno seguito quella che viene chiamata la via normale del Nanga Parbat, ovvero la via Kinshofer.

Ma chi era Kinshofer? E perché il Nanga ha una via che porta il suo nome?

Toni Kinshofer, nato nel 1934, era un alpinista tedesco, che nel 1961, durante una spedizione guidata dal Toni Hiebeler, realizzò assieme a Walter Almberger e ad Anderl Mannhardt la prima salita invernale della parete Nord dell’Eiger, dopo ben sei giorni di arrampicata (dal 6 al 12 marzo) in parete.

Fu l’anno successivo, nel 1962, che Kinshofer andò al Nanga Parbat con una spedizione che continuava la tradizione e i tentativi teutonici sulla “montagna assassina”.

L’alpinista tedesco, con Sigfried Löw con il vecchio compagno Mannhardt, arrivò in vetta al Nanga Parbat, compiendo la seconda ascensione della montagna dopo quella del 1953.

I tre salirono scegliendo di non seguire la via aperta da Hermann Buhl sul versante Rakhiot, a nord-est, ma per una più breve sulla parete Diamir.

Il nuovo percorso prevedeva il raggiungimento del plateau del Bacino Bazhir e lo spostamento sulla sinistra, fino ad arrivare alla sella Bazhir, situata a 7100 mt sotto il complesso sommitale, per poi ricongiungersi alla via Bhul, a 7821 m, ed infine continuare fino in vetta seguendo la cresta.

Arrivati in vetta del Nanga Parbat, gli alpinisti furono costretti durante la discesa a bivaccare a 8000 mt. La mattina dopo Löw cadde e morì, mentre Kinshofer e Mannhardt riportarono gravi congelamenti e subirono l’amputazione delle dita dei piedi e delle mani.

Nonostante le conseguenze subite dalla scalata del Nanga Parbat, Kinshofer non smise di arrampicare e morì nel 1964 cadendo mentre arrampicava vicino a Baden Baden, nella Foresta Nera.

La via, che prese il nome di Kinshofer, oggi ha subito qualche cambiamento rispetto a quella originale, traversando il bacino Bazhir verso destra, per poi raggiungere la vetta direttamente, come hanno fatto ieri Simone, Alex, Ale e Tamara.

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