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Ali Sadpara: l’orgoglio del Pakistan

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ISLAMABAD, Pakistan – Ad Islamabad la salita invernale del Nanga Parbat ha fatto meno rumore che in Italia: la “killer mountain”, come piace chiamarla qui, ha tradito le feroci aspettative, dato che i molti protagonisti della stagione invernale sono tutti rientrati sani e salvi a casa, al massimo con qualche acciacco marginale e facilmente curabile.

Il Nanga ha invece interessato i siti specializzati in alpinismo ed avventura, che in Pakistan da qualche tempo stanno avendo un certo successo: la spedizione pakistana del 60° anniversario del K2 ed il numero sempre crescente di bravi alpinisti locali ha fatto lievitare l’interesse per le montagne. Significativo anche considerare che lo scorso anno il turismo interno, quello proveniente dalle grandi città del Pakistan, come Lahore, Karachi o Islamabad, ha avuto un incremento del 500%, un fenomeno spiegabile anche con l’aumento del benessere della classe media del paese e della positiva percezione, connessa alla propaganda che è stata fatta alle regioni montane, della loro importanza a livello mondiale. C’è di mezzo l’orgoglio, ma anche la sensibilità per la natura. Va considerato che il Pakistan e la provincia del Gilgit-Baltistan, da poco costituita e dove si trova la catena del Karakorum ed il K2, oltre al Nanga Parbat, hanno dedicato a parco nazionale ed area protetta il 42% del loro territorio.

Il fatto che Ali Sadpara sia celebrato dai blog locali come l’unico alpinista che ha portato in cima al Nanga Parbat la bandiera del proprio paese, ci spiega dell’orgoglio suo e dei suoi compaesani riguardo l’esibire i valori nazionali ed identitari. Cosa che noi, alpinisti e non, occidentali facciamo sempre meno, ritenendo tutto questo un’esibizione retorica e priva ormai di senso, sostenendo che alpinismo e arrampicata siano espressioni dell’individuo, della sua libertà e che non possano essere caricati di valori o significati diversi da quelli del gesto sportivo. Certo è che anche alle Olimpiadi, quando si sale sul podio si esibisce la bandiera e si suona pure l’inno nazionale.

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Photo courtesy Alex Txikon

 

Di seguito vi riportiamo un bel profilo di Ali Sadpara fatto dal blog Altitude Pakistan.

“Muhammad Ali Sadpara è un alpinista e portatore d’alta quota, nato nel 1977 a Sadpara, un villaggio a 20 km da Skardu, Pakistan. A partire dal febbraio 2016, ha fatto sei ascensioni di quattro 8000 ed è meglio conosciuto per la prima salita invernale del Nanga Parbat. Sadpara è il primo e l’unico pakistano a salire un ottomila in inverno. Detiene anche il primato di tre salite del Nanga Parbat.

Ali Sadpara ha iniziato la sua carriera alpinistica come portatore di bassa quota nel 2000. Anche se è iniziato come un mezzo per guadagnarsi da vivere, ha presto scoperto il suo amore per la montagna e l’arrampicata. “Mi sento sempre felice sulle montagne. Dal giorno in cui ho avuto modo di conoscerle per la prima volta lavorando come portatore, ho sempre desiderato scalarle. Ora potrei fare soldi facilmente a Sadpara, dove sono nato, o a Skardu, cittadina principale in zona, o anche ad Islamabad, ma mi sento felice qui (in montagna). “Ha detto durante un’intervista nel 2015.

Muhammad Ali Sadpara ha avuto il primo grande incarico in montagna come portatore d’ alta quota per una spedizione coreana al K2 nel 2004. Il Gasherbrum II è stato il suo primo ottomila, quando raggiunse la cima il 10 luglio 2006 come parte di una squadra tedesca. Ha salito il Nanga Parbat due volte, nel 2008 e nel 2009, ed il Gasherbrum I nel 2010. Dice inoltre di aver raggiunto la vetta del Broad Peak (l’anno di ascesa non è noto in questo momento).

Spedizioni invernali

Muhammad Ali, però, ha anche al suo attivo molteplici spedizioni invernali. Ha fatto parte della spedizione internazionale Broad Peak (Artur Hajzer – leader, Robert Szymczak e Don Bowie) nel 2008/09. L’ultima settimana di febbraio Don e Ali erano a C3, pronti per l’attacco alla vetta, ma il cattivo tempo li ha costretti a ritirarsi.

Nel 2010/11, Artur Hajzer è ritornato alla montagna con una squadra polacca più grande ed Ali Sadpara è stato nuovamente assunto come portatore d’alta quota. Il meteo è rimasto difficile per tutta la stagione e la finestra per la vetta è arrivata solo verso la metà di marzo. Nonostante la scarsa visibilità ed il forte vento, Ali Sadpara e Robert Szymczak sono partiti per la vetta il 16 marzo. Erano a circa 7830m, quando un enorme crepaccio invalicabile ha bloccato la salita.

Ali Sadpara ha fatto anche parte della spedizione polacca al Gasherbrum I nell’inverno 2011/12, giocando un ruolo fondamentale nella creazione dei tre campi, ma purtroppo ha riportato gravi congelamenti alle dita dei piedi durante l’allestimento del C3 ed ha dovuto abbandonare la spedizione. Il team ha poi conquistato la prima salita invernale della montagna.

Alex Txikon era pronto a tentare il K2 da Nord con Denis Urubko ed Adam Bielecki nell’inverno 2014/15. Tuttavia, il loro permesso di scalata è stato revocato proprio all’inizio della stagione. Lo scalatore Basco era così arrivato al Nanga Parbat, campo base Diamir con Ali Sadpara, i due in seguito sono stati raggiunti da Daniele Nardi. I tre alpinisti hanno raggiunto quota 7800m durante il tentativo per la vetta, ma sbagliando la traccia sono arrivati un punto morto.

Il 26 febbraio 2016, Ali Sadpara, Alex Txikon e Simone Moro hanno raggiunto la cima del Nanga Parbat. E’ stata la prima salita invernale e un record per Ali che ha compiuto tre salite della montagna.

Profilo 8000 :
Gasherbrum II (2006)
Nanga Parbat (2008)
Nanga Parbat (2009)
Gasherbrum I (2010)
Broad Peak (?)
Nanga Parbat (2016 / prima salita invernale)”

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