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Nanga Parbat: Tamara Lunger “Credevo di morire”

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In un’intervista rilasciata da Tamara Lunger al quotidiano Stol, l’alpinista svela i motivi che l’hanno costretta a rinunciare a pochi metri dalla vetta del Nanga Parbat e a diventare la prima donna a salire sull’8000 in inverno.

Tamara racconta che poco prima di raggiungere campo 4, saltando un crepaccio di circa mezzo metro lo scarpone le ha ceduto sul bordo, facendola precipitare per 200 metri e solo grazie alla neve fresca, che ha frenato la caduta, è riuscita a fermarsi. “Credevo di morire” ha raccontato la Lunger.

Per fortuna le conseguenze non sono state drammatiche, se non qualche dolore su tutto il corpo ed un piccolo trauma, che assieme ai problemi di stomaco ed al grande freddo hanno contribuito alla decisione di fermarsi a circa 70/100 metri dalla vetta, portandola a tornare indietro da sola, in autonomia, senza rischiare di mettere in difficoltà Simone, Alex ed Ali.

“Una decisione che in pochi al mondo avrebbero saputo prendere” ha commentato Simone Moro, a Sky Sport 24.

 

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10 Comments

  1. Marianne Chapuisat, svizzera, sul Cho Oyu nel 1993 è la prima donna a salre in invernale un ottomila, ma già salito in precedenza da polacchi. Tamara sarebbe stata la prima donna a salire in inverno un ottomila mai salito in questa stagione.

  2. Saper mettere da parte sé stessi è una dote così importante in un gruppo.
    Riconoscere i propri limiti davanti alle circostanze per non compromettere futuri successi è una virtù dei grandi.
    Penso Tamara abbia dimostrato qualcosa di importante in un’epoca di eccessivi protagonismi, anche in questo sport. Per me ha stravinto.

  3. Ci vuole coraggio per fermarsi a pochi metri dalla cima ma probabilmente questa sofferta decisione ha contribuito a salvarle la vita. Morire per sfinimento succede a gran parte degli alpinisti e sicuramente la caduta nel crepaccio ha minato la sua determinazione. Bravissima Tamara

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