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Nepal: estesi per due anni i permessi di scalata 2015

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KATHMANDU, Nepal – Il Consiglio dei Ministri nepalese ha accolto lunedì la proposta avanzata dal Ministero del Turismo, in accordo con il Ministero delle Finanze, di estendere per due anni i permessi di scalata degli alpinisti che erano stati costretti a rinunciare alle spedizioni a causa del terremoto del 25 aprile 2015.

I permessi di scalata riguardavano 103 team, per un totale di 801 alpinisti, di cui 357 erano diretti all’Everest.

Una decisione quella del Governo nepalese che è un chiaro tentativo di rimettere in moto il turismo d’alta quota, che negli ultimi due anni ha avuto una forte battuta d’arresto, in particolare per quanto riguarda l’Everest. Il Tetto del Mondo infatti, a causa della valanga al campo base del 2014 e del terremoto dell’anno scorso, nel 2015 per la prima volta in 41 anni è rimasto inviolato (per un approfondimento qui); un dato significativo in considerazione dell’affollamento, causato soprattutto dalle spedizioni commerciali, che caratterizzava la vetta negli anni precedenti, basti pensare che nel 2013 coloro che hanno raggiunto la cima sono stati in 658.

Nel frattempo, i preparativi per la stagione alpinistica 2016 sono già iniziati: la scorsa settimana gli Sherpa hanno attrezzato il ghiacciaio del Khumbu con corde e scale; un’operazione rischiosa per i portatori d’alta quota, che come abbiamo già scritto (per un approfondimento qui) richiedono sempre più  a gran voce diritti e regole che li tutelino nel loro sempre più difficile lavoro.

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