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Il Sorriso di Matilde onlus: “Serve un codice della neve”

GRESSONEY, Aosta — Più sicurezza sulla neve, in ricordo di Matilde. A due anni dalla morte di Matilde De Laurentiis, una bambina di tre anni travolta e uccisa da un sedicenne che sfrecciava a 50 km/h mentre sciava sulle piste di Gressoney, la onlus «Il sorriso di Matilde» lancia un appello: il disegno di legge ad hoc approdato in Senato due giorni dopo la tragedia, l’11 marzo 2014, per avere più sicurezza sulle piste, non è ancora stato discusso. «Serve il consenso più ampio da parte di associazioni e cittadini, perché venga portato all’attenzione dei politici, a Roma», dicono. «Manca una normativa che stabilisca responsabilità e doveri, con regole chiare e relative sanzioni. Dobbiamo fare in modo che venga approvata».

Due anni fa, dopo quel maledetto incidente, i genitori della piccola, Elisabetta e Matteo, con la sorellina Cecilia e altre famiglie milanesi, si sono fatti forza e hanno lottato perchè quella tragedia non fosse accaduta invano. Ora chiedono una normativa: una segnaletica da rispettare e imposta a tutti i gestori delle piste – pena la sanzione – con le precedenze da dare e i limiti di velocità. E un patentitno dello sci per i ragazzi, che dovrebbero indossare obbligatoriamente i para schiena.

Per sensibilizzare la popolazione sul tema, i volontari della onlus girano per le scuole, parlano con ragazzi e docenti, organizzano trasferte ed eventi in montagna. Testimonial d’eccezione del’iniziativa è l’ex atleta Kristian Ghedina, che ha sposato la causa.

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