• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Attualità, Natura, Politica, Primo Piano, Rock

Il Comune autorizza l’arrampicata sulle falesie di Duino, scoppia la polemica

DUINO AURISINA, Trieste – A dicembre dell’anno scorso il Parco Nazionale Gran Paradiso aveva istituito il divieto di arrampicata in Valnontey (Cogne), al fine di preservarne la nidificazione del ritornato gipeto.

In queste ultime settimane una simile questione si è sollevata nella Riserva naturale delle Falesie di Duino, dove diverse associazioni ambientaliste ed animaliste sono scese in campo per protestare contro l’autorizzazione del comune a praticare l’arrampicata sportiva nelle zone protette. Il tema riguarda la tutela della fauna ed in special modo degli uccelli, che nella riserva naturale nidificano. La LIPU (lega italiana protezione uccelli) sul punto ha dichiarato: “l’esigenza primaria riguarda gli uccelli, che devono poter nidificare, scegliendo anche il luogo dove farlo. Le attività umane, come quelle dell’arrampicata sportiva, sono importanti, ma devono essere subordinate ad altre priorità. Lo afferma anche il Regolamento approvato dalla Regione”.

Il sindaco di canto suo mantiene la propria posizione, precisando che l’autorizzazione all’arrampicata sportiva non lede la prescrizione “di non realizzare nuovi percorsi e punti attrezzati per l’arrampicata e vie ferrate” e che comunque “l’autorizzazione è condizionata all’assenza di nidificazione di avifauna protetta o di situazioni che possano recare disturbo alla fauna o danneggiare la flora e gli habitat”.

La polemica che ne è scaturita ha nel frattempo portato alle dimissioni del presidente della commissione Ambiente, il consigliere Maurizio Rozza, il quale allontanatosi dalla maggioranza che sostiene il sindaco, chiede ora la “revoca urgente della disposizione emessa dal Comune, in qualità di organo gestore della Riserva delle Falesie, con la quale si permettono le arrampicate sulle rocce”, inoltrando tale richiesta anche alla Regione, al Ministero per l’Ambiente e la Tutela del territorio e del mare ed alla direzione Ambiente della Commissione europea.

Il braccio di ferro pare destinato a continuare spostandosi dal mare e dalle rocce triestine agli uffici di Roma e Bruxelles.

 

 

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *