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Apre sabato 19 marzo “Sospensioni”, mostra fotografica sull’Alta val di Susa

BARDONECCHIA — Sabato 19 marzo, alle ore 17.00, presso il Palazzo delle Feste di Bardonecchia, verrà inaugurata la mostra fotografica “Sospensioni” curata da CIPRA Italia. La mostra fotografica prende in considerazione l’Alta valle di Susa, un territorio per certi versi tradizionalmente urbano, la cui complessità, oltre che dal suo ruolo di millenario attraversamento transalpino, è stata determinata da un insieme di fattori quali l’industrializzazione del fondovalle, il turismo estivo e le stazioni invernali, le nuove infrastrutture viarie e l’urbanizzazione diffusa. La valle di Susa resta però uno spazio estesamente intriso di enclave naturali e rurali, di incredibili montagne, di straordinarie testimonianze storiche e culturali oggi oggetto di ingenti fenomeni di patrimonializzazione. In questo suo essere intreccio inestricabile di urbano e di montagna, soprattutto la parte alta della valle rappresenta forse uno dei luoghi più emblematici della contemporaneità. Uno spazio che pone domande difficili e di non facile risoluzione.

La prima finalità che sta dietro alla ricerca fotografica in esposizione è quella di provare a descrivere e raffigurare il territorio andando al di là di ogni racconto precostitutito e di ogni pre-giudizio di valore, cercando di comprenderne le pratiche che lo attraversano e i suoi meccanismi di funzionamento. Da questo punto di vista, un’operazione di decodificazione dei segni visibili del paesaggio diventa allora condizione imprescindibile per qualunque attività interpretativa o di progetto. E sotto questo profilo, i lavori fotografici che Laura Cantarella, Antonio La Grotta, Simone Perolari restituiscono una molteplicità di sguardi e una ricorrenza di temi certamente di grande interesse e valore.

In termini più globali, “illuminare” la valle di Susa significa allora riflettere non solo sull’intreccio tra città e montagna, tra sostenibilità e cambiamento, ma sulla possibilità che logiche trasformative e paesaggi di segno diverso possano trovare, se non una impossibile ricomposizione, quanto meno uno spazio dialogico e progettuale comune, in cui la ricchezza della compresenza – e non la contrapposizione – possa giocare un ruolo decisivo e positivo.
La mostra sarà visitabile fino al 10 aprile.

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