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La pena di morte per uno dei terroristi responsabili del massacro al Nanga Parbat

ISLAMABAD, Pakistan – Raheel Sharif, generale dell’esercito pakistano, ha confermato la pena di morte per il terrorista che nel 2013 ha preso parte al massacro degli alpinisti al campo base del Nanga Parbat.

La tragedia è avvenuta il 22 giugno 2013 anno: alle 22:00 circa 16 terroristi vestiti con uniformi dell’esercito pakistano hanno invaso con grida di “talebani! Al-Qaeda!” il campo base Diamir.

I terroristi, dopo aver derubato gli alpinisti, hanno ucciso undici persone: i cinesi Chunfeng Yang e Jianfeng Rao, Honglu Chen, un americano di origine cinese, gli slovacchi Peter Šperka ed Anton Dobeš,gli ucraini Igor Swiergun, Bodavi  Koszajew e Dmitry Koniajew, la lituana Ernestas Markšaitis, il nepalese Sonam Sherpa ed il pakistano Ali Hussain.

Il numero delle vittime sarebbe potuto essere molto superiore, ma grazie al bel tempo la maggior parte degli alpinisti erano nei campi superiori.

L’esercito pakistano ha immediatamente ha svolto fatto molti arresti, tuttavia, nel giugno 2014 delle 18 persone arrestate, si è scoperto che solo una aveva preso parte all’attentato, gli altri erano invece stati costretti a confessare.

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