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Quando burocrazia e apparati invadono la montagna

Photo courtesy lenews.info
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Ormai in montagna si va di corsa, ma forse si è sempre andati di corsa: ricordo le corse per staccare mio padre sui sentieri e sulle vie ferrate del Brenta, le critiche quando correvo in pantaloncini sui ghiacciai del Bianco, quando indossavo una pacchiana tutina rosa per le gare di scialpinismo o quando correvamo sui sentieri del Khumbu per acclimatarci… ricordo le crisi di fame, fino a non riuscire più a muovermi.

Oggi corrono quasi tutti, i negozi hanno le vetrine piene di scarpette da corsa, di abbigliamento tecnico traspirante, di zaini con sistemi di reidratazione: la corsa in montagna è diventata un business più interessante che mai!

Da qualche anno in Val d’Aosta è organizzata una competizione che percorre i sentieri sotto le cime dei 4 quattromila, il “Tor des Geants”, che è cresciuta e ha ormai una rilevanza mondiale; ecco che la Regione per non perdere il treno ha deciso di organizzare una gara identica (con la sola differenza che si corre sullo stesso identico percorso, ma in senso contrario e per di più a una sola settimana di distanza!) per di più assegnandole il nome di 4K, poco da regione autonoma e molto più da linguaggio smartphone. Situazione paradossale e perfino ridicola, come organizzare due campionati di calcio alternativi e nelle stesse date!! E adesso si è passati ai tribunali, alle pugnalate dietro le spalle, alla peggiore immagine sulla montagna che possiamo immaginare.

La montagna viene “costretta” dagli interessi amministrativo/burocratici, sui quali si allineano anche le organizzazioni e associazioni legate a doppio filo con le istituzioni, accampando ragioni di varia natura, tra queste anche quella della sicurezza.

Certo sono un passionale e da sempre, come credo tutti i montanari ed alpinisti, un nemico della burocrazia: ho scelto di vivere la montagna rifiutando proprio un lavoro statale e regionale, per questo motivo sono talvolta così critico con le istituzioni, associazioni ad esse collegate e quant’altro affolla sempre più le montagne

Lasciamo a chi va in montagna la possibilità di vivere esperienze vere, il sogno di guardare le stelle, di poter vedere cosa c’è dietro le cime, di fare dello sport sano, anche di correre senza dover scegliere fra l’inchino all’istituzione e la storia organizzativa di tante belle e appassionanti iniziative.

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