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Chamlang parete Nord per Farina e Cazzanelli

François Cazzanelli e Marco Farina. Photo courtesy Chamlang Expédition
François Cazzanelli e Marco Farina. Photo courtesy Chamlang Expédition

OBIETTIVO: Parete Nord Monte Chamlang (7319 Mt), Nepal

PERIODO: aprile – maggio 2016

MEMBRI DELLA SPEDIZIONE: Marco Farina – François Cazzanelli

Quando parli in giro degli alpinisti della Sezione Militare di Alta Montagna (SMAM), che stanno a Courmayeur, ti accorgi che c’è quasi una remora a considerarli “alpinisti” come tutti gli altri. Sarà che per loro, come per gli altri bravissimi colleghi che praticano lo sci agonistico, lo slittino, la canoa ed altri sport, la vita militare rappresenta un’opportunità, anche lavorativa, per esprimere al meglio la loro volontà di fare bene e rappresentare l’Italia a livello internazionale.  Mi vengono mente Antonio Rossi plurimedagliato olimpico della canoa, la schermitrice Valentina Vezzali ed Armin Zoggeler, il fuoriclasse dello slittino: gli sportivi appartenenti ai vari corpi dello Stato sono la buona parte dei migliori atleti che gareggiano a livello internazionale.

È così anche per l’alpinismo, anche se questa particolare attività non è inquadrabile tra le discipline sportive, non prevedendo gare, classifiche punteggi e questo forse li fa sembrare un po’ diversi dallo scalatore libero, individualista e un po’ anarchico proposto dall’agiografia alpinistica.

Photo courtesy Chamlang Expédition
Photo courtesy Chamlang Expédition

Ed allora si può affermare che per far parte della SMAM devi essere semplicemente bravo, dimostrare che tecnicamente ci sei, che sei un atleta come tutti gli altri, un alpinista che sa stare sulla montagna e sulle più difficili pareti con la professionalità della guida alpina e l’entusiasmo dell’olimpionico. Troppo?  Forse, ma Farina e Cazzanelli si sono incaricati di darcene dimostrazione pratica. C’è poi il capitolo soccorso alpino che dà ulteriore valore a questi ragazzi.

Lungo preambolo per dire che Marco e Francois a giorni partiranno per il Chamlang, una montagna dirimpettaia del possente Makalu, che ha una bella e dura parete nord tutta da salire.

Il loro progetto pluriennale si chiama “Vertical Dreams” e “si propone di aprire nuove vie in stile alpino, principalmente di misto, sulle più belle pareti del mondo”. Difficile stabilire quali queste pareti siano, ce ne sono a centinaia di belle pareti dalle Alpi all’Himalaya, passando per Ande e Karakorum, ma l’ambizione è questa.

Photo courtesy Chamlang Expédition
Photo courtesy Chamlang Expédition

Il “battesimo” extraeuropeo è avvenuto con la spedizione “Patagonia 360°”, nella quale sono state salite le vette del Cerro Torre (Mt. 3102) per la “Via dei Ragni” e l’Aguja de l’S per la “Via Austriaca”. A pochi mesi di distanza, Farina e Majori hanno realizzato la Directa Italiana, una nuova via salita in stile alpino sulla parete sud dell’Illimani (Mt. 6450) in Bolivia; non ha avuto invece fortuna Cazzanelli, il cui progetto di salire l’inviolato Kimshung (Mt. 6781) in Nepal è stato rinviato, a causa del terremoto dello scorso anno, all’autunno 2016.

Intanto la parete da salire è quella Nord del Chamlang (che significa: sbattere d’ali di un grosso uccello), una montagna poco nota; solo lo scorso anno gli alpinisti baschi Alberto Inurrategi e Juan Vallejo e Mikel Zabalza hanno messo a segno un ottimo risultato ripetendo in stile alpino e con un solo bivacco la via salita dai giapponesi nel 1986. Farina e Cazzanelli saranno impegnati per 45 giorni con una fase di acclimatamento sui numerosi colli e sulle vette adiacenti alla montagna e al campo base, sui quali è possibile raggiungere abbastanza agevolmente i 6000 metri di quota.

Photo courtesy Chamlang Expédition
Photo courtesy Chamlang Expédition

La decisione di tentare questa parete in due non è stata casuale, infatti questo stile di salita è pienamente in linea con i criteri ispiratori del progetto “Vertical Dreams”, ovvero volersi confrontare con criteri moderni ed in modo leale con le più appassionanti sfide che l’alpinismo tecnico in alta quota offre.

Del Chamlang, di Marco Farina e François Cazzanelli parleremo di certo ancora, anche della loro idea di alpinismo leale e moderno e delle loro sfide future.

Intanto tifiamo per loro.

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