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Svelato il mistero di dove Annibale varcò le Alpi

Era il 218 AC quando Annibale, partito dalla Spagna, attraversava le Alpi con 30 mila fanti, cavalieri e 37 elefanti per sorprendere l’esercito romano durante la seconda guerra punica. Il risultato, dopo una marcia di più 1000 chilometri, fu la devastante sconfitta di Roma in quattro battaglie: sul Ticino (218 a.C.), sul Trebbia (218 a.C.) e poi, giunto nell’Italia centrale, sul Lago Trasimeno (217 a.C.) e a Canne (217 a.C.).

Malgrado le cronache di battaglia siano giunte fino a noi, dopo 2000 anni rimaneva ancora il mistero sul tragitto percorso dall’esercito cartaginese per attraversare l’arco alpino.

Finalmente, pare che l’enigma sia stato svelato: a dircelo sono i ricercatori di una collaborazione internazionale tra la Queen’s University di Belfast, nel Regno Unito, e la York University di Toronto, in Canada. L’indizio determinante? Dei resti di sterco.

Come si legge nell’articolo apparso sulla rivista “Archeometry”, a prima firma Bill Mahaney, gli autori hanno scoperto una traccia di escrementi animali ad una profondità di circa un metro al Col de la Traversette, un passo a 3000 metri di quota nei pressi del Monviso. I resti sono in quantità tali da essere compatibili con il passaggio dell’esercito di Annibale, che contava, oltre agli elefanti, anche 15 mila cavalli e muli.
I ricercatori hanno inoltre utilizzato una combinazione di analisi di chimica ambientale e di genetica microbiologica per documentare la presenza di questi antichi resti, soprattutto di cavallo, che la datazione al radiocarbonio fa risalire a circa 2186 anni fa, cioè proprio al 218 a.C., anno in cui iniziò la seconda guerra punica.

“Lo sterco è stato trovato vicino a quello che doveva essere uno stagno o un laghetto. Questo è uno dei pochi punti nell’area adatto ad essere usato per abbeverare un così gran numero di animali. Il sito era originariamente stato scoperto durante le spedizioni geologiche nell’area e corrispondeva alla descrizione del terreno che Annibale aveva dovuto attraversare” spiega il microbiologo ambientale Chris Allen, della Queen University di Belfast.

Un’ulteriore conferma arriverebbe dall’analisi microbiologica: il 70% circa dei microbi presenti nello sterco sono del genere Clostridium, che è molto stabile nel suolo e può sopravvivere per migliaia di anni.

Sembra così smentita la ricostruzione dello storico romano Tito Livio, che, circa due secoli dopo l’evento, scrisse che la discesa cartaginese in Italia avvenne dal Col du Clapier, un passo situato più a nord, alla quota di 2400 metri, e molto più agevole da attraversare. Probabilmente invece Annibale scelse un passaggio più impervio per sfuggire alle imboscate delle popolazioni galliche che abitavano in quelle regioni.

Ora il team di scienziati spera di trovare anche traccia dei pachidermi, come conferma Allen: “Al momento sto conducendo un ampio programma di analisi microbiologiche per provare ad assemblare un completo genoma dai campioni raccolti. Con queste informazioni, speriamo di gettare luce sulla presenza di cavalli, uomini e persino dei famosi elefanti di Annibale, nel laghetto, 2000 anni dopo”.

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1 Comment

  1. ma nei libri di storia di sterco non si parla mai, e’ tutto asettico, neppure sangue , pus ,pezzi di corpo sparsi urla di feriti.Tutta strategia e politica

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