• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Primo Piano, Sci alpinismo

Doping: Ismf e Sport Accord insieme con lo stesso obiettivo

Photo courtesy ISMF
Photo courtesy ISMF

E’ una gara nella gara per far si che il vincitore sia sempre e solo lo sport. Questo è lo spirito con cui la Ismf, Federazione internazionale di Scialpinismo, porta avanti la sua missione contro il doping e contro ogni tipo di pratica scorretta. “Lo scialpinismo rimane uno degli sport più puliti ed ha una lunga tradizione di battaglia al doping”, dice Armando Mariotta, presidente dell’Ismf. L’impegno della Federazione è iniziato nel 2010 con l’adozione di nuove procedure sotto l’ombrello della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, che garantisce così maggior trasparenza e indipendenza. Risale, invece, al 2011 l’accordo con Dfsu, la sezione di contrasto al doping dell’Agenzia Sport Accord che si occupa di antidoping e che tutt’oggi esegue la maggior parte delle procedure anche per conto di Ismf.

Nel quartier generale di Ismf e Sport Accord lavorano fianco a fianco Anne Bochatay, amministratore della sezione antidoping per la Federazione, e Matteo Vallini, per conto di Sport Accord. A stabilire i campi d’azione è ancora una volta la Wada, con il suo protocollo “Adams”, sistema di gestione dell’antidoping, che include accertamenti, sia durante le competizioni sia fuori, educazione, informazione e gestione delle pratiche di esenzioni terapeutiche, essenziali per atleti che debbano assumere farmaci speciali e la cui necessità va sempre comprovata. Grandi miglioramenti sono stati fatti negli ultimi dieci anni. “Barare è purtroppo parte della natura umana e il doping esisterà sempre, specialmente quando più soldi possono rendere interessante anche un’azione scorretta”, ammette Vallini. “Il primo obiettivo significativo che abbiamo raggiunto, agendo in modo sinergico, è stata la creazione del “passaporto biologico ematologico” che è diventato realtà nel 2014 con la classificazione “Steroidal module” dell’atleta”, dicono Anne Bochatay e Matteo Vallini. Questo documento è considerato un privilegio delle Federazioni sportive più “sane” e pulite ed è “Un buon esempio di come si possano eseguire controlli anche su scala più piccola e con risorse più contenute”, spiega il Presidente Mariotta.

In realtà, pensare di doparsi è indubbiamente più difficile oggi, nonostante alcuni recenti casi di cronaca. Le ragioni? Ci sono i laboratori che stanno sviluppando metodi sempre più raffinati di denuncia di doping ed inoltre, sistemi investigativi anche indipendenti e strategie di stoccaggio dati a lungo termine sono oggi degli ottimi deterrenti.

“Una delle sfide più importanti che affrontiamo oggi – aggiunge Vallini – è quella contro il doping involontario che colpisce atleti che risultano positivi per aver assunto integratori sbagliati o farmaci per i quali si sarebbe dovuta chiedere l’esenzione terapeutica”.

Photo courtesy ISMF
Photo courtesy ISMF

Mentre ci avviciniamo anche alla fine della stagione scialpinistica delle Ldt, con la “Patrouille des glaciers” in calendario dal prossimo 22 aprile, è tempo di bilanci. “Lo scialpinismo è uno sport di endurance: la tentazione del doping quindi si manifesta maggiormente nei periodi fra le gare, piuttosto che durante le gare”, dicono Vallini and Bochatay. Ecco perché, negli ultimi anni, la Ismf ha raggiunto un accordo con gli organizzatori delle gare di coppa del Mondo, per fare in modo che le risorse che in passato venivano spese per fare test antidoping durante le gare, siano redistribuite anche per verifiche in periodi lontani dalla competizione. “Non è un’impresa facile” – precisa Mariotta – “: nell’ultima stagione il 26% del budget annuale federale viene investito nell’antidoping”. Naturalmente nessun budget è mai né perfetto né sufficiente. “Non è tanto il rischio di doping a determinare il budget necessario per portare avanti un’efficace programma di antidoping, bensì è la tipologia di budget stesso a determinare quanto estesa possa essere l’azione antidoping”, spiegano Bochatay e Vallini. Una delle questioni più evidenti è lo squilibrio fra i soldi spesi nello sport e quelli spesi nell’antidoping. La Ismf sta cercando di coinvolgere, sensibilizzandoli, gli sponsor per finanziare ulteriormente la propria politica di antidoping. “Anche educazione ed informazione hanno un ruolo fondamentale. Ogni anno, in concomitanza con i campionati e le gare firmate da Ismf, organizziamo sessioni informative per atleti, ma anche per allenatori e vorremmo mettere presto a punto uno strumento di e – learning destinato a tutti gli atleti che prendono la licenza”.

Related Post

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *