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Camandona in partenza per il Makalu

Marco Camandona (Photo www.camandonamarco.com)
Marco Camandona (Photo www.camandonamarco.com)

KATHMANDU, Nepal – Marco Camandona è in procinto di partire in questi giorni per il Nepal, obiettivo la vetta del Makalu, che con i suoi 8462 metri è la quinta montagna più alta al mondo.

L’intenzione è quella di salire la via a nord-ovest, aperta dai francesi nel 1955, che prevede di passare per il Makalu-La, un’ampia sella tra la vetta del Makalu e il Makalu II.

Dalla capitale nepalese, Camandona (non si sa ancora se da solo o accompagnato), inizierà il trekking di avvicinamento al campo base, che richiederà 8/10 giorni, tempistiche che dipendono dalla possibilità di arrivare a Num, porta d’accesso per il parco nazionale del Makalu-Barun, in jeep (l’alternativa è fare la strada a piedi).

Photo camandonamarco.com
Photo camandonamarco.com

Il campo base verrà allestito come di consueto a 5000 metri. Dal CB, proseguendo nella valle in direzione del ghiacciaio Barun e virando a nord alla base del pilatro ovest del Makalu, si giunge alla morena del ghiacciao Chago. Superato qualche crepaccio ed una una sezione ripida di 150 metri si giunge infine al campo base avanzato, a circa 5600/5700 metri. Capo 1 sarà posizionato invece a 6500 m circa.

Da C1, superata una rampa ed un piccolo plateau, si arriva a 7000 metri, dove, con passaggi di 2° grado e su pendenza media di 50°, si raggiunge quota 7250 m e, per pendii di neve, un’ampia sella da cui si accede al versante nord del Makalu. Tra 7400 e 7450 metri verrà installato C2, mentre a 7840 C3.

Dal C3 si arriva alla vetta percorrendo il French couloir, che da quota 8000 consente di accedere alla parte sommitale: dopo 300 metri di dislivello su roccia e misto si arriva alla cresta e finalmente, aggirati i molti torrioni rocciosi, in vetta.

Essendo la sella del Makalu-La esposta ai venti, la strategia di Camandona sarà quella di salire a C2 ed a C3 solo in occasione della finestra di tempo individuata per la vetta.

Photo camandonamarco.com
Photo camandonamarco.com

Per Marco Camandona, alpinista e giuda alpina valdostana, il Makalu sarebbe il sesto ottomila dopo il k2 (8610 m) nel 2000, l’Annapurna (8091 m) nel 2006, l’Everest (8848 m) nel 2010 ed il Kangchenjunga (8586 m) nel 2014. Tutti saliti senza ossigeno.

Dal 1996 ad oggi, si legge sul suo sito, ha preso parte a più di diciotto spedizioni alpinistiche e ha intrapreso viaggi d’avventura in tutto il mondo, ma è anche salito sulle vie più classiche e impegnative delle Alpi, dal Monte Bianco alle Dolomiti, accompagnando i propri clienti abituali.

Dal 2015, insieme alla sua squadra, ha creato la Onlus Sanonani, che in nepalese significa piccolo bambino, al fine di aiutare non solo i bambini soli, ma anche le famiglie che non possono dare sostentamento ai propri figli.

In bocca al lupo a Marco Camandona, seguiremo con piacere la sua spedizione.

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