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Alpinismo, Alta quota, Primo Piano

Makalu solidale

KATHMANDU, Nepal – Una scuola per 200 alunni himalayani. Marco Confortola in marcia verso il Makalu testimonial del progetto.

Grazie alla solidarietà dei collaboratori Bosch in Italia sono stati raccolti 50.000 euro a sostegno del Nepal, colpito lo scorso anno da un terribile terremoto. I fondi saranno devoluti all’associazione Finale for Nepal coordinata da Marco Confortola, testimonial del progetto “Allenarsi per il Futuro” di Bosch che propone una serie di iniziative nelle scuole mirate a orientare i giovani al loro futuro professionale.

Photo courtesy Marco Confortola Facebook Page
Photo courtesy Marco Confortola Facebook Page

L’obbiettivo è la Sunkoshi Boarding School, una scuola ubicata nel distretto di Sindupalchowck, zona dell’epicentro del terremoto. Circa 200 bambini frequentano questa scuola e attualmente sono costretti a studiare nelle baracche di lamiera. I fondi raccolti serviranno quindi per la ricostruzione del nuovo edificio, permettendo agli alunni di quest’area remota di ricevere un’istruzione.

Molteplici i progetti che l’associazione porta avanti grazie alla beneficenza di aziende e volontari: ricostruzione di scuole, supporto a case famiglia, pulizia di sentieri e villaggi rurali.

L’associazione Finale for Nepal
Nel 2009 un gruppo di ragazzi di Finale Ligure appassionati di arrampicata e outdoor, decidono di sviluppare un progetto di promozione dell’arrampicata sportiva in Nepal. Uno di questi ragazzi vive e lavora in Nepal, e da qui il filo conduttore che lega il paradiso dell’arrampicata al regno dell’alpinismo in alta quota. Si pensa ad una piccola festa di “arrampicata” per raccogliere fondi per aiutare questa popolazione nel paese Asiatico. Nasce così la 1a edizione dell’evento “Finale for Nepal”. Con il passare dei mesi, il gruppo di amici diventa “Associazione di Volontariato” e sposa diversi progetti nel paese asiatico. Nell’aprile del 2010 il gruppo di amici raggiunge il Nepal per visitare diverse zone rurali, i vari progetti ed attrezzare una falesia. Da qui il primo contatto con l’etnia “Chepang”, di fatto la più povera del paese.

Per ulteriori informazioni: www.finalefornepal.org

 

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