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Alpinismo, Primo Piano

Everest più sicuro grazie alla formazione degli Sherpa

KATHMANDU, Nepal – In due anni più di 30 morti. Come rendere più sicuro scalare l’Everest? Può una maggiore esperienza prevenire in qualche modo tutti questi incidenti?

A rispondere è il Khumbu Climbing Center (KCC), fondato dalla Alex Lowe Charitable Foundation, in cui viene insegnato come aumentare la sicurezza degli alpinisti e dei lavoratori d’alta quota, favorendo pratiche di arrampicata responsabili ed un programma di sostegno basato sulla comunità.

La questione dell’esperienza non è un tema da sottovalutare. Sebbene siamo portati a pensare che possedere un certo livello di abilità sia una qualità ovvia per decidere di scalare la montagna più alta del mondo, in realtà, con l’avvento del turismo d’alta quota non lo è più: oggi il cliente medio ha scalato massimo, non necessariamente una vetta, fino a 6000 metri. Il Governo nepalese suggerisce che il requisito per arrivare sull’Everest è aver raggiunto almeno una cima di 6500 metri, ma non è obbligatorio e spesso viene ignorato.

A questo si aggiunge un’altra questione. Abbiamo parlato abbondantemente in questi giorni, in occasione del documentario SHERPA, dell’essenzialità del ruolo degli sherpa, ma anche loro debbono essere formati se vogliamo ridurre gli incidenti. A pensarci è per l’appunto il KCC, che propone corsi di formazione per i lavoratori d’alta quota.

I training si svolgono nelle ultime due settimane di gennaio e durante la prima settimana di febbraio di ogni anno, gli studenti hanno tra i 18 ed i 25 anni.

La classe è divisa in quattro moduli: competenze di base di arrampicata (nodi inclusi), arrampicata su roccia, arrampicata su ghiaccio e base di primo soccorso. Vi è anche un corso di lingua inglese. Sebbene l’iscrizione sia a pagamento, dal 2003 hanno partecipato in quasi un migliaio, qualcuno proveniente anche dal Pakistan. Quest’anno, ai primi di marzo, si è svolto al campo base dell’Everest anche un corso speciale per gli sherpa che hanno deciso di specializzarsi come icefall doctor, ossia coloro che attrezzano la via, attraverso il ghiacciaio del Khumbu, per gli alpinisti che intendono salire Everest, Lhotse e Nuptse.

Il KCC è gestito interamente da nepalesi, mentre gli stranieri offrono il proprio servizio solo come consulenti in modo volontario, anche gli insegnanti sono ex diplomati al corso.

Nel 2017 dovrebbe vedersi terminata la costruzione, resa possibile grazie ad una lunga raccolta fondi, dell’edificio che vedrà ospitare al suo interno in pianta stabile il KCC con aule, una parete d’arrampicata, sala video, strutture adibite alla formazione. Questo assicurerà il futuro del progetto, rendendo la formazione a disposizione di tutto il Khumbu. “Questo rende il nostro lavoro più sicuro e le montagne più sicuro per i clienti” ha commentato uno studente e noi siamo d’accordo con lui.

 

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