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Trento Film Festival, al via con la proiezione di Terre Magellaniche di padre Alberto Maria De Agostini

TRENTO – Inizia oggi la 64esima edizione del Trento Film Festival, in cui, in occasione della serata inaugurale, si proietterà il film muto di padre Alberto Maria De Agostini Terre Magellaniche (del 1933) con l’affascinante accompagnamento musicale dal vivo di Francesco Pennarola, al pianoforte, e Francesca Villa, al violoncello.

Terre MagellanicheNel documentario Terre Magellaniche, del 1933 (montaggio del precedente Tierra del Fuego, del 1928) la Patagonia e la Terra del Fuoco, luoghi dei sogni di don Bosco, apparivano per la prima volta agli spettatori in tutta la loro bellezza: i fiordi e le cime; le estancia e la pesca; la lavorazione dei crostacei e quella della lana; l’allevamento delle pecore e la vita pioniera; le prime città di stampo europeo e gli ultimi rappresentati delle popolazioni indigene. Nella pellicola di De Agostini c’è tutto un mondo che si trasforma, che in parte scompare e in gran parte si rinnova spinto dal progresso della “civilizzazione” europea. È un messaggio positivo che affianca la vita civile all’opera missionaria svolta in modo massiccio dalla Congregazione salesiana. Non si tratta quindi solo di un documentario di immagini, peraltro di grande qualità, ma di un messaggio con una finalità ben chiara, ampiamente illustrata dalle straordinarie sequenze.

Nel film, che rappresentò il primo tentativo di far conoscere l’America Australe sia nel continente stesso che in Europa, gli indio compaiono impegnati nella loro quotidianità, destinata a scomparire, per lasciar posto alla vita stanziale di allevatori, in parte condivisa nelle missioni a fianco dei salesiani. I nomi che oggi conosciamo, come Punta Arenas, Puerto Natales e Ushuaia; Fitz Roy, Cerro Torre e Torri del Paine; Stretto di Magellano e Canale di Beagle, in quegli anni erano luoghi pressoché sconosciuti.

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