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Steck e Göttler ritrovano dopo 16 anni il corpo di Alex Lowe sullo Shisha Pangma

Alex Lowe e Conrad Anker. Photo Chros Noble
Alex Lowe e Conrad Anker. Photo Chros Noble

LHASA, Tibet – Era l’ottobre del 1999 quando dal versante sud dello Shisha Pangma una valanga travolse ed uccise l’alpinista Alex Lowe ed il cameraman David Bridges, risparmiando invece Conrad Anker, compagno di cordata e grande amico dei due. I tre facevano parte della spedizione, composta da 6 alpinisti, che aveva come obiettivo quello di compiere la prima discesa americana con gli sci di un 8000.

Per 20 ore si cercarono Lowe e Bridges, ma non furono mai ritrovati, fino a pochi giorni fa quando Ueli Steck e David Göttler, durante l’attraversamento del ghiacciaio, hanno intravisto due corpi nel giaccio. Per avere la certezza che fossero davvero i due americani, gli alpinisti hanno contattato Anker, che ha riconosciuto i compagni dall’abbigliamento. A raccontarlo è la vedova di Lowe, che nel frattempo si è risposata con l’amico Conrad Anker, “Erano vicini l’uno all’altro, zaini North Face blu e rossi e scarponi gialli Koflach. Tutta l’attrezzatura risale a quel periodo”. Anker non ha visto foto e non ci sono ancora test conclusivi, ma ha dichiarato: “Siamo abbastanza sicuri che siano loro”.

La chiamata da parte di Steck e Gottler è arrivata il giorno in cui Jennifer e Anker stavano partendo dal Khumbu, dove grazie alla Fondazione Alex Lowe hanno creato il Khumbu Climbing Center (KCC), di cui vi avevamo parlato negli scorsi giorni. Quest’estate la vedova, Anker ed i figli andranno in Tibet per recuperare i corpi e fare una cerimonia a Nyalam. “La cosa giusta da fare è quella di prendersi cura del suo corpo secondo le pratiche locali”.

Alex Lowe, originario del Montana, era considerato uno dei migliori alpinisti al mondo della sua generazione, tanto da farsi soprannominare “mutante” per le sue capacità tecniche e fisiche.

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