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Nives Meroi e Romano Benet al Makalu

KATHMANDU, Nepal – Il Makalu lo avevano tentato già nell’inverno 2007-2008.  C’era anche Denis Urubko. Fu una spedizione dura per le condizioni climatiche, ma anche una grande esperienza.

Nives Meroi e Romano Benet sono tornati al Makalu, quatti quatti, per provare a salire il loro tredicesimo ottomila. Non che questo sia determinante per loro, ma anche i numeri hanno un significato e concludere la collezione degli ottomila rimane un risultato formidabile, credo per loro anche una soddisfazione intima, personalissima: loro sono in due, insieme e le non facili vicissitudini degli ultimi anni hanno rafforzato e daranno valore aggiunto a questo bel tentativo.

Per questo probabilmente se ne sono partiti in silenzio e mantengono un assoluto riserbo.

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Ali Sadpara e Ferran La Torre. Photo courtesy ferranlatorre.com

Al campo base del Makalu ci sono anche Camandona e Confortola, che sono già saliti a campo due, c’è Ali Sadpara e Ferran Latorre. Ali è reduce dal Nanga in inverno, anche Ferran avrebbe dovuto esserci, poi all’ultimo momento ha preferito sfilarsi dalla compagnia di Txikon e Nardi e rimanere al caldo della amata Cataologna.

Proprio Ferran racconta che quest’anno ci sono meno alpinisti, ma molti di loro sono particolarmente interessanti. Spera di salire in cima anche con l’amico di lunga data, spedizioni e vette Jesus Morales. Racconta la determinazione e la semplicità di Ali reduce umile dal Nanga Parbat.

“Ma se qualcuno merita un fan club è l’affascinante coppia italiana, Nives Meroi e il marito Romano Benet. Si sono sposati nel nord Italia molti anni fa e insieme hanno scalato dodici ottomila. Mancano il Makalu e l’Annapurna. Tutti saliti senza ossigeno e senza sherpa, con un ottimo stile, pulito e leggero; come natura sono allegri, di buon carattere, semplici”.

Ferran si fa prendere dalla passione catalana e dall’amore per le persone: “Nives è stata coinvolta nella corsa per essere la prima donna a completare quattordici ottomila, ma sempre sullo sfondo, senza mai curasene molto. Con grandi salite come l’Everest senza ossigeno, ma anche il K2, sono arrivati in cima loro due soli, senza nessun altro aiuto, in giornata di durissima salita. Hanno ampiamente dimostrato di essere una coppia di alpinisti come ce ne sono pochi.
Romano durante questo avvicinamento ai 14 ottomila ha subito una grave malattia dopo un buon tentativo Kangchenjunga senza successo. Dopo di che è tornato al Kanchenjunga, ma la sfortuna li ha costretti a lasciare a pochi metri dalla vetta. È stato nel 2012, ma nel 2014, con ostinazione hanno ritentato, questa volta con successo. Questo matrimonio intimo, goduto in una giornata di vetta completamente soli. Immaginate, dopo tutte le vicissitudini vissute, quali emozioni avranno vissuto insieme sulla cima del Kangchenjunga. Penso che ci siano poche storie d’amore che possono essere raccontate in questo modo. E l’immagine che mi sono fatto di loro è la più emozionante che abbia mai ricevuto nella mia vita.”

È bello che un alpinista di grande esperienza e umanità come Ferran Latorre scriva tutto questo. Lui aggiunge che sono un esempio da seguire, noi lo sottoscriviamo.

Li seguire certamente verso il Makalu, il loro tredicesimo ottomila.

 

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3 Comments

  1. Mai sotto i riflettori, mai per il marketing, mai per la fama…solo per passione della montagna…siete unici. In bocca al lupo!

  2. Per Nives e Romano ci sono bellissime parole, scritte anche da Erri De Luca, bellissime e meritatissime.
    Buona avventura!

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