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I nostri lettori, Primo Piano

I nostri lettori: Sciare in Salita, nel Cuore delle Dolomiti con le Dolomiti nel Cuore

Oggi vi racconto di una gita di sci alpinismo…vi narro proprio di questa gita in quanto non è quella che può essere definita una normale gita di Sci Alpinismo.

Vi sto parlando di una fantastica escursione con gli Sci ai piedi nel Cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La gita è stata organizzata dalla Scuola di Sci Alpinismo Mario Righini facente parte della sezione del CAI Milano, durante il corso di 1° livello di Sci Alpinismo (SA1).

  • Tipo di gita – Traversata
  • Montagne – Gruppo del Catinaccio di Antermoia
  • Partenza – Monzon (Pera di Fassa) 1500m slm
  • Pernottamento – Rifugio Passo Principe 2600m slm
  • Arrivo – Val Duron, Campitello
Macro traccia della gita
Macro traccia della gita, courtesy Giorgio Spadola

L’uscita si divide in due giorni, durante il primo giorno non sono previste discese ma l’escursione prevede solo una bella salita per giungere al Rifugio Passo Principe a quota 2600m slm dove pernottare, mentre, il giorno successivo, si affrontano il Passo di Antermoia (2770 m slm) e il Passo di Dona (2516m slm) per poi scendere verso la Valle Duron e giungere a Campitello.

La notte prima della gita io e altri miei compagni d’avventura abbiamo avuto la fortuna di pernottare a Canazei e questo ci ha fatto guadagnare alcune ore di sonno.

Per le ore 10:00 circa tutto il nostro gruppo è pronto, con scarponi ai piedi e pelli sotto sci, ad affrontare la prima parte della gita!

Il paesaggio alla partenza della gita
Il paesaggio alla partenza della gita – courtesy Giorgio Spadola

Come ogni gruppo che si rispetti abbiamo ovviamente un Capitano, anzi, abbiamo IL CAPITANO!

Prima di iniziare l’ascesa IL CAPITANO richiama la nostra attenzione sull’itinerario della gita e ci ricorda che è una gita da affrontare con un pericolo valanghe non superiore a 2.

Dopo l’immancabile prova artva e la verifica che tutti abbiano con se ARTVA, PALA e SONDA siamo pronti per partire!

La giornata sembra ottima, infatti la stravolgente bellezza delle dolomiti è amplificata da un cielo azzurro smeraldo ed un sole scintillante!

Dopo 300m circa siamo quasi tutti fermi a toglierci piumini e smanicati in quanto la temperatura e la poca esposizione al vento permette di poter avanzare anche solo in maniche corte!

Questa primissima parte, fino al Rifugio Gardeccia posto a 1949m slm, è estremamente facile e si svolge su una strada ben battuta e non esposta a pericolo valanghe!

Purtroppo già al Gardeccia il nostro amato cielo azzurro smeraldo ci abbandona per lasciare spazio alle indesiderate nuvole che, tuttavia, non possono intaccare la bellezza delle montagne attorno a noi.

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Le prime nuvole verso il Rifugio Gardeccia – courtesy Giorgio Spadola

Infatti, signori e signore, ci troviamo all’interno di una delle più belle valli d’Italia, d’Europa e del Mondo, ci troviamo nella Val di Vajolet, una valle di raro splendore che tutto il mondo ci invidia…

Durante una breve sosta al Gardeccia IL NOSTRO CAPITANO, grazie all’aiuto della bussola ci spiega quali maestose montagne sono attorno a noi in quel momento…IL CAPITANO ci parla dell’imponenete Catinaccio e delle maestose Torri del Vajolet, montagne di una bellezza talmente singolare, capaci di rapire i propri spettatori come le muse del mare, descritte da Omero, capaci di ammaliare col loro canto i naviganti…

Noi, storditi ed affascinati dalle sagge parole del CAPITANO ci rimettiamo in marcia speranzosi di raggiungere luogo idoneo dal quale poter ammirare cotanto splendore…

Le pelli scivolano veloci e precise sul candido e latteo manto nevoso fino a giungere al Rifugio Vajolet a quota 2242 m slm.

Qui, IL CAPITANO decide che si debba eseguire una stratigrafia del manto nevoso per comprendere meglio le caratteristiche del pendio che stiamo affrontando, quindi, armati di guanti e pala ci mettiamo a scavare come minatori al fine di raggiungere il suolo e poter toccare con mano tutti i differenti strati di neve che compongono il manto nevoso.

Terminata la stratigrafia e dopo esserci rifocillati con qualche panino e dell’ottimo cioccolato fondente con nocciole intere, siamo pronti per ripartire con destinazione RIFUGIO PASSO PRINCIPE 2600m slm.

Ora la salita è resa originale da piccoli canalini che salgono fra importanti mura di dolomia…un paesaggio unico!

Ascesa verso il Rifugio Passo Principe
Ascesa verso il Rifugio Passo Principe – courtesy Giorgio Spadola
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Piccola lastra di ghiaccio da passare con attenzione – courtesy Giorgio Spadola

Dopo circa 1h di continuo e costante avanzamento ecco apparire davanti a noi un pendio abbastanza impegnativo, e li…sul passo..nascosto fra le rocce, quasi come volesse nascondersi dal vento e dalle intemperie inizia ad intravedersi una struttura in legno di rara bellezza…sembra un nido di rondine ma in realtà è il RIFUGIO PASSO PRINCIPE!!!

Il Rifugio Passo Principe nascosto fra le rocce
Il Rifugio Passo Principe nascosto fra le rocce – courtesy Giorgio Spadola

Giunti al tanto desiderato Rifugio è tempo di riposo…

La cena è degna dei migliori ristoranti pluristellati e prima di coricarci sotto le calde coperte analizziamo in dettaglio il percorso del giorno successivo cioè facciamo il celebre schizzo di rotta.

La mattina successiva la sveglia è prevista per le ore 6:30 circa, orario più che accettabile per una gita di sci alpinismo!

Dopo una rapida colazione raccogliamo tutta la nostra attrezzatura e per le 8:00 am siamo pronti a partire!

Vista sul Catinaccio al mattino dal Rifugio Passo Principe
Vista sul Catinaccio al mattino dal Rifugio Passo Principe – courtesy Giorgio Spadola

Davanti a noi ecco apparire la prima fatica della giornata, il ripido Passo Antermoia situato a quota 2770 m slm.

La pendenza della salita è proporzionale alla magnificenza del paesaggio che ci circonda.

Pur essendo relativamente presto e il manto nevoso apparentemente stabile, il Passo di Antermoia è da affrontare con prudenza, infatti, IL NOSTRO CAPITANO ci obbliga ad avanzare mantenendo fra di noi una buona distanza al fine di non sollecitare troppo il pendio.

Inizio ascesa al Passo Antermoia
Inizio ascesa al Passo Antermoia – courtesy Giorgio Spadola

 

Ascesa Passo Atermoia
Ascesa Passo Atermoia – courtesy Giorgio Spadola

Giunti in cima al Passo è possibile godere di una vista senza eguali sull’imponente Catinaccio e le maestose Torri del Vajolet!

Vista dal Passo Antermoia sul Catinaccio e le Torri del Vajolet
Vista dal Passo Antermoia sul Catinaccio e le Torri del Vajolet – courtesy Giorgio Spadola

Riempiti di vigore dalla sublime vista, IL CAPITANO decide di arricchire la nostra avventura facendoci raggiungere la Cima de Laussa a quota 2876m slm!

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Ascesa verso Cima de Laussa 2876m slm – courtesy Giorgio Spadola

Lo spettacolo è empireo.

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IL CAPITANO a Cima del Laussa 2876 m slm – courtesy Giorgio Spadola

Raggiunta la cima è tempo di scendere, e anche velocemente in quanto il luogo di sosta è battuto da un freddo vento che ci fa congelare addosso il sudore della salita!

Tolte le pelli, ed indossato il caschetto inizia il momento atteso da molti, la discesa!

La neve è ottima, bisogna solo stare attenti a qualche sasso che spunta timido ma insidioso dal manto nevoso!

La discesa
La discesa – courtesy Giorgio Spadola

La nostra prima discesa non dura poi molto infatti dopo circa 10 minuti raggiungiamo la pianeggiante vallata che ci porta fino al Rifugio Antermoia posto a lato del piccolo laghetto di Antermoia sepolto dalle nevi.

E’ già tempo di ripellare!

Eccoci li, a lato del rifugio, tutti in fila come soldatini, intenti ad incollare le nostre pelli sintetiche sotto lo sci al fine di poter affrontare il Passo di Dona (2516m slm).

Ripellata al laghetto di Antermoia
Ripellata al laghetto di Antermoia – courtesy Giorgio Spadola

Questo è senza alcun dubbio il passaggio più esposto e quindi più pericoloso di tutta la gita, infatti dobbiamo attraversare un traverso giusto sopra ad un salto di roccia di circa 15m.

Ecco che infatti il CAPITANO prende in mano la situazione e da solo affronta per primo il pendio mostrandoci con sapienza la retta via da seguire!

Non senza un po’ di timore arriviamo tutti in cima!

L’ascesa verso il Passo di Dona con vista sul Rifugio Antermoia
L’ascesa verso il Passo di Dona con vista sul Rifugio Antermoia – courtesy Giorgio Spadola

Ma accontentarci solo dell’ascesa al Passo sarebbe stato troppo poco, ed eccoci quindi impegnati al raggiungimento della vicina Cima Matel posta a 2566m slm!

Dopo aver tolto le pelli, aver scattato l’immancabile foto di vetta ed un ottimo panino con il tacchino siamo nuovamente pronti per la discesa!

Guidati dal NOSTRO CAPITANO la discesa è suggestiva e mentre scendiamo abbiamo anche la possibilità di ammirare la vicina Alpe di Siusi!

Terminata la discesa ci troviamo nella Val de Duron, ricca di baite in legno senza tempo dal valore inestimabile.

Proprio davanti ad una di queste antiche baite ci riuniamo tutti assieme per condividere le emozioni della discesa!

Ristoro finale nella Val de Duron
Ristoro finale nella Val de Duron – courtesy Giorgio Spadola

Dopo due chiacchiere in compagnia, un po’ di sole e dell’ottimo cioccolato fondente 80% cacao, spingendo non poco sulle nostre bacchette, vista la totale mancanza di pendenza della vallata, raggiungiamo stanchi, sudati, affamati ma contenti il paesino di Campitello, luogo ultimo della nostra preziosa avventura NEL CUORE DELLE DOLOMITI CON LE DOLOMITI NEL CUORE!!

Un Grazie particolare a tutti i componenti della Mitica Classe 4, al NOSTRO CAPITANO Gianfranco e a tutta la Scuola di Sci Alpinismo Mario Righini, per questa gita sensazionale!

 

(Giorgio Spadola)

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