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Alpinismo, Alta quota, Primo Piano

Himalaya, il punto sulle salite

Partiamo dall’Everest: negli ultimi sei giorni sono circa una settantina gli alpinisti saliti in vetta dal versante nepalese. Ci si aspetta un’altra tranche a breve, grazie ad alcune giornate di vento calmo e bel tempo, che consentirà agli sherpa e clienti di salire da campo 2, dove sono in attesa, verso colle sud (8.000 mt) per poi tentare la cima.

Stiamo parlando di spedizioni commerciali con ossigeno e la via di salita totalmente attrezzata fino in vetta.

Sul versante nord, quello cinese, le guide della chinese tibetan mauntaineering association non hanno ancora finito il fissaggio delle corde, al momento fermo a 8300 mt, operazione che comunque verrà conclusa nei prossimi giorni.

Rimanendo zona, non è noto se qualcuno ha raggiunto la vetta del Lhotse, che sta proprio di fronte all’Everest e da cui è separato da Colle Sud, ma gli sherpa delle spedizioni commerciali hanno già fissato le corde.

Altri 8000 saliti sono: il Makalu con 4 alpinisti in vetta, tra cui con orgoglio anche Nives Meroi e Romano Benet, il Cho Oyu con 4, il Manaslu con 2 e l’Annapurna con 28/30, tra i quali c’è anche il 77enne Carlos Soria e l’italiano Mario Vielmo.

Al momento sono in corso due tentativi di vetta: quello di Peter Hamor e Horia Colibasanu, che stanno tentando una nuova via lungo la parte sommitale del Makalu per la cresta Nord, e quello sul Dhaulagiri dello spagnolo Alberto Zerain, che è partito ieri in cordata con il veterano Juanito Oiarzabal, quest’ultimo è però tornato al campo base a causa di un principio di polmonite.

In attesa invece ci sono: sul Makalu Marco Confortola e Marco Camandona, il cui tentativo di vetta previsto per oggi è stato rimandato a causa del forte vento; mentre sul versante sud dello Shisha Pangma troviamo Ueli Steck e David Göttler, che aspettano la finestra di bel tempo, dovrebbe arrivare attorno al 20, che gli permetterà di salire la loro nuova via.

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