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Nepal: allarme affollamento all’Everest

Tra campo 3 e colle sud. Photo Ralf Dujmovits
Tra campo 3 e colle sud. Photo Ralf Dujmovits

KATHMANDU, Nepal – Sono 464 gli alpinisti e gli sherpa dislocati tra campo base e campo due in attesa di salire l’Everest. Siamo di nuovo alla folle possibilità di affollamenti, code e ritardi lungo i i percorsi; un insieme di elementi che possono diventare esplosivi.

Il Dipartimento del Turismo informa che nei giorni scorsi sono state 88 le persone che sono arrivate in vetta di cui 36 non nepalesi. Ovviamente, non ci stancheremo di scriverlo, con l’uso di ossigeno e l’assistenza di sherpa, più di due per ogni cliente.

Ora è prevista questa nuova ondata di salitori che in queste giornate sono in spasmodica consultazione delle previsioni meteo ed in attesa della finestra di bel tempo, che dovrebbe presentarsi dal 22, quando anche il vento che in queste ore tormenta la parte alta della montagna calerà.

Il rischio sono le partenze contemporanee. Dal base (5400m) di solito si parte dalle 4 del mattino in poi, ma se più gruppi decidono una partenza contemporanea la permanenza dentro l’Ice Fall, la seraccata che divide il campo base da campo uno, si prolunga notevolmente aumentando il rischio in caso di valanghe o crolli di torri di ghiaccio o seracchi. L’incidente è una questione statistica, oltre che di “fortuna”.

La parte più pericolosa, in caso di affollamento, rimane la parte finale del percorso da Colle Sud, quasi 8000 metri, fino all’anticima sud, 8750 metri, dove il pericolo si accentua normalmente in discesa, dopo la vetta, per le ovvie condizioni di affaticamento, perché spesso l’ossigeno in discesa finisce lasciando in grave difficoltà l’alpinista e perché il pomeriggio compaiono di solito vento e nuvole.

Ma la parte più complicata rimane quella dalla Cima Sud alla vetta. Nei giorni scorsi abbiamo seguito le news sul cambiamento della struttura dell’Hillary Step, l’ultimo passaggio abbastanza difficile, se non altro perché ripido, che si frappone tra gli alpinisti e la vetta. Sembra che alla fine il cambiamento, con un di più di neve, abbia reso questo pezzo di cresta meno impegnativo, ma qui da sempre si formano code di alpinisti spossati, spesso al limite delle loro possibilità, e che in ogni caso devono attendere anche ore. Se il tempo è bello tutto fila liscio, ma se il meteo cambia la questione si fa complessa. Abbiamo tristemente ricordato le scorse settimane quei tragici eventi del   9 -10 e 11 maggio 1996, quando Scott Fischer e Rob Hall scomparvero nella bufera che sconvolse dell’Everest facendo 9 morti. Tragedia che venne ricostruita dal giornalista Jon Krakauer, presente in quei momenti sull’Everest, nel libro “Aria Sottile”.

L’allarme lanciato dal Dipartimento del Turismo nepalese per i prossimi tentativi di salita è oltremodo preoccupante e da il segno della consapevolezza del pericolo da parte delle autorità nepalesi, che però lasciano all’iniziativa dei gruppi e dei singoli alpinisti tutte le decisioni.

Forse è meglio così. Certo un numero minore di persone aiuterebbe tutti a essere meno impensieriti.

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8 Comments

    1. È una foto come un’altra che rappresenta solo un affollamento avvenuto tra campo 3 e colle sud e che potrebbe ripetersi nelle prossime ore, con qualche guaio. Dice niente il “dito e la luna”?

  1. la foto vuole evidenziare l’affollamento, ma i puristi sono sempre in agguato.
    ai tempi del giradischi mi divertivo ad ascoltare Battisti, i puristi si incazzavano ascoltando il fruscio.
    porta pazienza Agostino.

  2. vorrei tanto aprire un blog, ma al pensiero di vermi commentato da cera gente, mi dovrei comprare una portaerei di Malox

  3. Se non avesse inclinato la fotocamera non ci sarebbero state tutte le pecorelle. Non è alpinismo. Non è rispetto. È solo business.

  4. Ma non è assurdo che, prima, il Dipartimento del Turismo rilasci permessi di salita a vagonate e poi lanci l’allarme per l’affollamento?
    L’unica soluzione è che si consenta a tutti di salire l’Everest ma solo senza ossigeno; per magia si risolverebbero tutti i problemi: sovraffollamento, immondizie e incidenti.

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