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Grignetta d’Oro 2016: è Simon Gietl il vincitore

LECCO — E’ Simon Gietl il vincitore del Premio Grignetta d’Oro 2016. Fra gli applausi del Teatro della Società di Lecco, che ha raccolto appassionati di montagna e alpinismo provenienti da ogni parte d’Italia, l’altoatesino è stato ritenuto il “migliore” per la “visione” dimostrata con il suo alpinismo nell’ultimo biennio. I finalisti dello storico premio alpinistico, che si assegna a Lecco sin dagli anni Settanta, erano Jacopo Larcher, Simon Gietl, Alessandro Baù, Alex Walpoth, Luca Schiera.

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La giuria

La giuria, composta dagli alpinisti di fama internazionale Anna Torretta, Silvio “Gnaro” Mondinelli, Mario Conti, Matteo della Bordella e il giornalista Andrea Gennari Daneri, si è riunita oggi pomeriggio, ha assegnato la vittoria a Gietl “per la completezza del curriculum, avendo salito vie di elevata difficoltà su tutti i tipi di terreni. Ha raggiunto un altissimo livello in ogni stile di scalata spaziando sulle montagne di tutto il mondo, dall’Alaska, al Sud America, alle Alpi. Negli ultimi due anni ha aperto nuove vie su pareti mitiche come la nord dell’Eiger, poi liberata nei singoli tiri, e su altre meno note in particolare in Dolomiti, mostrando attenzione alla ricerca di linee vergini con uno stile pulito”.

“Il verdetto è arrivato all’unanimità – ha detto Mario Conti, presidente di giuria -. Naturalmente tutti i candidati erano di altissimo livello, ma Simon Gietl era quello che ci sembrava meglio rappresentare le caratteristiche del premio alpinistico Grignetta d’Oro”.

Simon Gietl, nato nel 1984, è guida alpina e vive in Valle Aurina. La sua frase più celebre è “Sentiti forte, ma non immortale”. “E’ un grandissimo onore per me essere qui e ricevere questo premio – ha detto Gietl -. I riconoscimenti sono importanti ma è l’alpinismo la mia vita. Le montagne mi hanno attirato nel loro incantesimo “.

Alex Walpoth, altoatesino, classe 1994 e residente a Ortisei, Val Gardena (BZ), è studente di medicina. Luca Schiera, lombardo, nato a Erba (LC) nel 1990, è membro dei Ragni di Lecco dal 2013 e studia tecniche ortopediche all’università di Milano. Alessandro Bau, veneto, nato a Padova nel 1981, ingegnere e aspirante guida alpina. Jacopo Larcher, nato a Merano nel 1989, frequenta la facoltà di meteorologia a Innsbruck.

Tutti i finalisti hanno ricevuto in dono una piccozza forgiata e incisa da Grivel Mont Blanc e il vincitore un calco della Grignetta realizzato da Guido Cassin.

La serata è stata presentata dallo scrittore e giornalista Marco Albino Ferrari e da Alberto Pirovano, Presidente del CAI di Lecco. In sala, oltre al Sindaco Virginio Brivio, le autorità locali e le istituzioni, erano presenti Betta Gobbi di Grivel, gli altri alpinisti in nomination nella big list Marco Majori e Marco Farina della Sezione militare di alta montagna di Courmayeur, accompagnati dal ten.col. Remo Armano e dal collega Francois Cazzanelli.

Emozionanti le proiezioni di filmati di tutti i finalisti in gara, e i pezzi jazz suonati dal vivo dal pianista jazz Marco Detto.

Nato in seno alla sottosezione CAI Belledo del CAI di Lecco come riconoscimento per i giovani, il Grignetta d’oro è ancora oggi un premio ricordato dagli alpinisti di fama mondiale che ne sono stati insigniti. Riproposto con successo lo scorso anno all’interno della manifestazione Monti Sorgenti dopo un periodo di interruzione, era stato vinto nel 2015 dal Ragno di Lecco Matteo della Bordella.

Il Grignetta d’Oro viene assegnato nell’ambito di “Monti Sorgenti”, una rassegna nazionale dedicata alla montagna, organizzata dal Club Alpino Italiano Sezione di Lecco e dalla Fondazione “Riccardo Cassin”. Si tiene ogni anno nel mese di maggio, con una settimana di eventi, mostre, serate e incontri. Questa è la sesta edizione. Lo scopo è di diffondere, partendo dal tema centrale della montagna, aspetti culturali di interesse generale ad un pubblico più vasto possibile. Grazie a queste caratteristiche ha subito suscitato un alto apprezzamento, che oggi ha catalizzato interessi regionali e nazionali.

Lecco è riconosciuta come una delle capitali mondiali dell’alpinismo. La sua storia, i suoi personaggi e la sua posizione geografica, centrale rispetto all’arco alpino, ne hanno fatto un punto di riferimento mondiale che ha come portabandiera Riccardo Cassin, riconosciuto, insieme ai suoi compagni, come padre fondatore dell’alpinismo moderno.

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