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Marco soccorre francese e torna felice al base

Ha anche salvato qualcuno e lo diciamo con ammirazione sapendo che Confortola è certamente alpinista e persona generosa. Ed è bello che alla cronaca dell’arrivo in vetta, prima Camandona poi lui tiene a specificare, del fatto di aver avuto una rude discussione con un seracco tanto da avere una costola dolorante e un “pestone a un labbro”, abbia in discesa dato una mano (importante) all’alpinista francese Michel Baronian, che aveva avuto un problema con l’attrezzatura ed era pericolosamente scivolato in basso.

Insomma tutto bene quel che finisce bene e se c’è anche la buona azione meglio.

Piace anche che “Marco e Marco” sottolineino il fatto che hanno affrontato il Makalu senza l’uso di ossigeno e senza sherpa. Onore al merito e alla chiarezza che aiuta a capire il valore degli alpinisti impegnati su una grande montagna che, certo ha una via normale, ma di veramente normale su queste montagne c’è sempre poco. Le difficoltà sono in agguato, anche tecniche oltre che meteorologiche.

“Ho pianto in cima. Ho pianto per la fatica per la felicità, ho pianto ripensando ai tanti sacrifici e sforzi fatti in questi mesi. Piangere a volte serve per liberare l’anima e lo spirito”

Liberatorio l’arrivo al base e il trasferimento al campo base basso, dove si respira meglio ed è bello che i due Marco vogliano prendersi il tempo per guardarsi ancora in giro per godersi ancora un poco la loro montagna.

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3 Comments

  1. Grande, oltre agli ottomila sta collezionando anche salvataggi. Ormai non si contano più le persone salvate da supermarco.

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