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India, nuove regole per arginare i morti sull’Everest

Il funerale di Subhash Paul, morto sull'Everest. PTI Photo
Il funerale di Subhash Paul, morto sull’Everest. PTI Photo

Nella stagione primaverile sull’Everest l’India è stata particolarmente colpita a livello di vittime: tre gli alpinisti morti ed uno ferito grave. Il Governo del Bengala occidentale, da dove provenivano le vittime, ha quindi deciso di arginare gli incidenti sull’Everest istituendo una serie di regole da rispettare per ottenere il nullaosta per scalare il tetto del mondo.

Secondo le fonti governative, sarebbero già partiti gli incontri con le autorità nepalesi al fine di ottenere un accordo circa il divieto di rilascio dei permessi di scalata agli alpinisti indiani senza l’autorizzazione del Governo.

“Non stiamo cercando di incolpare nessuno, ma è importante chiedersi che cosa si sarebbe potuto fare per evitare tale perdita di vite umane. – ha affermato un funzionario indiano – Gli alpinisti erano fisicamente in forma? Hanno usato attrezzatura di buona qualità? Scalare l’Everest è diventato un’industria. Ci sono mercatini a Kathmandu che vendono attrezzature che non rispettano standard ed offrono anche guide senza spiegare appieno i rischi e senza garantire sicurezza. Salire l’Everest non è un gioco”.

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3 Comments

  1. Il fisicaccio non si compra ,neppure palestrandosi ed allenandosi .Bisogna scegliersi anche i genitori geneticamente dotati.Magari qualcuno smania per mettere la salita nel curriculum .”Aria sottile” ricchiede tempo nella lettura ma offre buoni motivi di riflessione.Specie il personaggio della gionalista che aveva un peso sropositato di tablet e antenne e batterie e ..non aveva mai indossato i suoi scarponi, allenandosi facendo solo qualche corsa nel parco, nessuna precedente esperienza di scalata su cime minori ( sic!).

    1. infatti Sandy Hills non era nemmeno una giornalista, ma una socialite in cerca del proprio appagamento egoico. Come dice Andrew Lock su queste pagine era una “cliente” più che un'”alpinista.

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