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Natura, Primo Piano

I lupi del Parco della Majella invadono il Vaticano

ROMA – Tre lupi a Piazza San Pietro, uno in via della Conciliazione ed un altro si nasconde nel Colonnato del Bernini. Non c’è però nulla da preoccuparsi, perché il lupo ha abbandonato il Parco della Majella solo per chiedere a Papa Francesco protezione dai bracconieri, dato il moltiplicarsi dei casi di avvelenamento e di uccisione con armi da fuoco e trappole.

Questa è la motivazione di #Salviamofratellolupo, la web campaign di informazione e sensibilizzazione per la tutela del lupo appenninico lanciata dal Parco della Majella.

Una campagna che ha voluto puntare al paradossale per combattere gli stereotipi sul lupo, che ancora oggi è oggetto di persecuzione e, nella mitologia popolare, incarnazione vivente di perfidia e cattiveria.  A causa di questa sua fama – e perché ritenuto principale responsabile della predazione a danno delle greggi – il lupo è stato cacciato in modo indiscriminato fino a portare la specie alla soglia dell’estinzione. Dagli anni 70 in poi, grazie alle politiche portate avanti dai parchi, alla grande capacità di adattamento e resistenza di questa specie, all’aumento delle prede, allo spopolamento di molte aree pedemontane, i lupi sono tornati a popolare i nostri boschi e la popolazione italiana sta uscendo dalla soglia di crisi.

Purtroppo, nonostante l’innegabile fascino di questo animale, proprio a causa del ritorno della specie il lupo continua ad essere braccato e ucciso così come continua una campagna di disinformazione ai suoi danni.  “È di questi ultimi tempi una nuova minaccia – aggiunge il presidente del Parco della Majella – nel ‘Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia’ all’esame della Conferenza Stato regioni, c’è l’ipotesi di un abbattimento selettivo di lupi nelle zone dove il conflitto con l’uomo è più problematico. Un’ipotesi fortemente contestata da gran parte degli esperti”.

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