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Alpinismo, Alta quota, Primo Piano

Spedizione congiunta pakistana-francese al Gasherbrum II

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Photo blog.youtrail.com

ISLAMABAD, Pakistan – Sono otto i membri della spedizione congiunta francese-pakistana che hanno lasciato in questi giorni Islamabad per Gilgit-Baltistan allo scopo di tentare di salire il Gasherbrum II, la 13ma montagna più alta del mondo con i suoi 8.035 metri.

Il team è composto da due francesi e sei alpinisti pakistani che hanno una vasta esperienza di arrampicata ed è patrocinata dall’ Alpine Club of Pakistan (ACP). La notizia è stata data nel corso di una riuscita conferenza stampa alla quale erano presenti il presidente Col. Manzoor, il dr Philippe Arvis, il dr Christophe Faisy e Hassan Jan, bravissimo alpinista pakistano che due anni fa portò per la prima volta una squadra di alpinisti del suo paese in vetta al K2, supportato quella volta dagli italiani che celebravano così il 60° della prima salita.

La salita si svolgerà con metodi classici montando i vari campi.

Manzoor ha sostenuto che il metodo delle spedizioni miste consente ai pakistani di frequentare alpinisticamente, alla pari, le proprie bellissime montagne. I costi logistici della spedizione sono poi pagati dagli “stranieri”, che però così facendo risparmiano le royalties per i permessi ed hanno qualche agevolazione aggiuntiva. Insomma una formula che rispettando i regolamenti consente di dare visibilità anche all’emergente alpinismo pakistano al quelle non manca certo il “terreno di gioco”. Il dottor Faisy si è lanciato nell’affermare quanto le montagne del Pakistan siano più maestose di quelle del Nepal, “bisogna venire qui per comprenderlo”. E’ forse improprio fare di questi paragoni, ma di certo le montagne del Pakistan son molto selvagge e aspre, meno addomesticate.

Quanto poi il col. Manzoor ha sostenuto che le spedizioni stanno tornando in Pakistan, il che è vero: sono 35 le richieste di permesso e si pensa di riceverne ancoro per questa stagione. Ma il desiderio di emulazione dei nepalesi non deve far dimenticare il pericolo di sminuire il valore delle montagne e depauperare in fretta il patrimonio di valori culturali, sportivi e naturali che rappresentano. Come sempre l’equilibrio tra protezione e sviluppo è come una affilata linea di cresta.

La spedizione è guidata dal Dr. Philippe Arvis, medico dal 1995, specialista in medicina d’emergenza dal 2000 e con un master in Medicina d’alta quota. Arvis ha scalato il Kilimanjaro (5895 m, Tanzania), l’Aconcagua (6962 m, Argentina), il Cho Oyu (8201m, Cina), lo Shisha Pangma (8030 m, Cina), l’Everest nel 2002 (8848 m, Nepal), il Nanga Parbat (8126 m, Pakistan) ed il Pic Lenine (7130 m).

Christophe Faisy, medico dal 1996, è specialista in pneumologia e malattie respiratorie e specialista in medicina intensiva; ha un dottorato in farmacologia respiratoria ottenuto presso l’Università Paris-Descartes. Ha salito il Kilimanjaro (5895 m), l’Aconcagua (6962 m), il Cho Oyu (8201 m,), il Kun (7080 m, India), il Gasherbrum II (8035 m, Pakistan), il Dhaulagiri (8172 m, Nepal), il Noshaq (7492 m, Afghanistan) ed il Nanga Parbat (8126 m, Pakistan).

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