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Cronaca, Primo Piano

Val di Susa, lupi attaccano gregge nella notte

imagesChi ha paura del lupo cattivo? Sicuramente Giuseppe Re, lo sfortunato allevatore che, nella mattinata di lunedì 11 luglio, a Oulx (Alta Val di Susa), si è trovato davanti agli occhi una scena che nessun margaro vorrebbe vedere.

“Lunedì alle sette del mattino vedo che il recinto che accoglieva il mio gregge è vuoto” dice Re “Tutto intorno, nei prati, alcune pecore con il collo sanguinante”. Il recinto elettrificato non è riuscito a difendere gli animali da un branco di lupi, che nella notte di domenica si è rimpinzato con 4 pecore e 8 agnellini.

“Verso mezzogiorno, a chilometri di distanza dall’alpeggio, al colle dello Jafferau, abbiamo ritrovato una cinquantina di animali” riporta il pastore “Il Servizio veterinario ha censito i capi sbranati e ha documentato con foto i 15 feriti in modo più grave”, che, forse, non sopravvivranno. Rimangono, inoltre, altre 14 pecore disperse, in balia dei lupi. Il gregge, in origine, era costituito da ben 116 ovini.

La Coldiretti lancia un allarme, affermando che questo genere di attacchi costituisce un pericolo sia per il bestiame che per l’uomo. “È urgente che le amministrazioni competenti prevedano misure atte a ristabilire un giusto equilibrio tra la presenza del lupo e quella degli allevatori” sostiene Fabrizio Galliati, presidente della sede torinese, sfatando il mito dei lupi in diminuzione. “Alla luce degli attacchi denunciati dai margari, è molto probabile che siano presenti in numero maggiore”. Galliati si riferisce ai dati Life WolfAlps, che fino all’inverno 2015 stimava 21 branchi, con 4 coppie riproduttive. Urgono misure di contenimento, secondo il sindacato agricolo.

È indubbio che non esiste più wilderness sulle Alpi e che, quindi, è necessario monitorare e censire la presenza della fauna. Capita con i cinghiali, che si sono riprodotti a dismisura in alcune aree, provocando danni all’ecosistema e all’agricoltura; potrebbe capitare con i lupi, se non si comprende l’esatta dimensione del fenomeno, innescato dal positivo desiderio di salvaguardia della specie, che porterebbe degli squilibri dell’ecosistema.

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