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Nepal, stop ai certificati di vetta per gli sherpa

Il Dipartimento del Turismo del Nepal ha adottato la decisione di non rilasciare il certificato che accerta la salita in vetta ai propri sherpa, considerandoli di fatto dei lavoratori locali. L’appiglio formale sta nel regolamento delle Spedizione Alpinistiche che prevede il rilascio del certificato “agli alpinisti che pagano la royaltis per salire la montagna”.

Al termine di ogni spedizione su montagna da 6000 a oltre 8000 metri, fino all’Everest, l’ufficiale di collegamento che accompagna gli alpinisti “stranieri” consegna un rapporto al Dipartimento del Turismo, nel quale c’è anche l’elenco di chi ha raggiunto la vetta. A questo punto quando il capospedizione rientra a Kathmandu è invitato al Dipartimento per un debreifing, un rapporto finale che riguarda il raggiungimento della vetta, ma anche i comportamenti in tema di smaltimento dei rifiuti, trattamento del personale nepalese, radio e comunicazioni. A questo punto il funzionario del Dipartimento rilascia i certificati nominativi agli alpinisti “summiteers”.

Una tradizione che consente all’alpinista, ma anche agli sherpa che supportano la spedizione, la formale certificazione da parte delle autorità della sua prestazione.

Il Governo ora ha deciso di rilasciare il certificato ai solo alpinisti membri delle spedizioni. Noi aggiungiamo che sarebbe anche opportuno che sul certificato ci fosse scritto se la vetta è stata raggiunta con l’uso dell’ossigeno o meno. Questo finalmente darebbe origine a un doppio elenco di summiteers: quelli senza ossigeno e quelli con. Si avrebbe così una chiara differenziazione della qualità sportiva della prestazione.

Per gli sherpa sarebbe ad ogni modo corretto il rilascio di una certificazione standard da parte del capospedizione, controfirmata da Dipartimento del turismo, in modo da certificare anche per loro la bontà del lavoro svolto. Lo scandalo recente delle false dichiarazioni di arrivo in vetta ha forse sollecitato le autorità nepalesi a un maggior rigore, ma anche a un tentativo nel segno della valorizzazione delle loro montagne

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