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Cani nei rifugi, lettera aperta al Presidente del CAI SAF

Riportiamo la lettera aperta che ci hanno inviato Alessandro Sporeni e Manuela Rinaldi, due nostri lettori, al Presidente del CAI SAF sul tema dei cani nei rifugi, nella speranza che possa essere un punto di vista utile alla discussione.

 

“Spett.le Presidente CAI SAF

Ginger è il nome della nostra amica pelosa che ci accompagna sempre nelle gite di scialpinismo e in giro a pedalare per le piste ciclabili di tutta Europa, un po’ di corsa (ha imparato a tenere la destra) e un po’ nel rimorchio. Naturalmente frequentiamo la montagna anche d’estate, o meglio la potremmo frequentare di più.

Il Regolamento Generale Rifugi del CAI indica che: “….non si possono introdurre animali nei rifugi, salvo diverse disposizioni concordate tra Sezioni e Gestore. Resta comunque il divieto assoluto di accesso agli animali nei locali adibiti a pernottamento”.

Nonostante gli innumerevoli progressi fatti negli ultimi anni in campo legislativo e di sensibilità comune che hanno portato a permettere l’accesso al miglior amico dell’uomo ormai a quasi tutti gli ambienti comuni, sembrerebbe che alcune organizzazioni, invece di affrontare questi argomenti con spirito nuovo, abbiano intenzione di condurre una battaglia di retroguardia su questi temi.

Guardate, vengo subito al punto, non ne faccio un problema etico, ognuno è libero di pensarla come vuole, gli animali da compagnia possono piacere o non piacere, ognuno ha i suoi gusti e sensibilità. Ne faccio solo un problema commerciale, o di profitto se preferite, forte della certezza che ormai gli escursionisti con cane al seguito non sono una esigua minoranza, ma che rappresentano o potrebbero rappresentare, una importante fetta del mercato.

E’ ovvio che la presenza dei cani nei rifugi va subordinata a una serie di fattori tra i quali annovererei certamente la dimensione del rifugio e dei locali; nessuno si sogna di introdurre degli animali in una piccola e affollata camerata comune! Ma da proprietario di cane mi sento di fare alcune considerazioni che potrebbero essere dei suggerimenti.

E’ anacronistico vietare l’ingresso dei cani nella zona pranzo. Ormai da lungo tempo in tutta Europa i proprietari di cani sono bene accetti. In Europa del Nord il cane viene quasi sempre servito per primo (gli viene subito portata una ciotola d’acqua).

Non tutti i rifugi dispongono solo di camerate per il pernottamento, molti dispongono di camere e non sempre i rifugi sono superaffollati. Il pavimento in legno può essere velocemente ed economicamente coperto con un linoleum che garantisce facilità di pulizia e igiene. Badate bene: i cani abituati a viaggiare con i loro padroni generalmente sono molto puliti ed educati, ma qualche emergenza può sempre accadere. In alternativa si potrebbero installare delle strutture esterne appositamente concepite dove lasciare i cani a pernottare. Il problema a questa soluzione potrebbe essere che i cani abituati a dormire vicino al loro padrone potrebbero ululare tutta la notte… ma si tratta di proporre delle soluzioni, non solo di vietare in modo anacronistico.

Un’altra idea. I rifugi sono sempre sovraffollati durante tutto il periodo di apertura? Partendo dall’idea che nessuno vuole imporre convivenze forzate a chicchessia, perchè non istituire la “settimana cinofila” magari a inizio o fine stagione quando i rifugi sono mezzi vuoti?

Mi rendo conto che un cane è, nel miglior dei casi, un “potenziale disturbo” per un rifugio di montagna ed è per questo che il sottoscritto (e penso la totalità dei proprietari di cani) è disposto a pagare per questo servizio, anche “profumatamente”.

In attesa di trovare delle soluzioni a questi temi, l’appassionato con cane ha diverse soluzioni. Iniziare a prendere il telefono in mano per verificare di persona la disponibilità del rifugio in merito. Certi rifugi, soprattutto quelli privati, già ospitano anche cani, previo ovvio sovrapprezzo. Ma anche tra i rifugi del CAI le risposte e gli atteggiamenti sono diversi, non tutti sono disponibili a perdere clienti per anacronistiche norme. L’esperienza personale mi insegna che i rifugi sulle Dolomiti sono generalmente poco disponibili a questi argomenti, al limite della maleducazione, ma in altre zone d’Italia le cose cambiano drasticamente. Non posso ovviamente citare i nomi dei gestori che hanno violato lo statuto.

E quindi ci tocca organizzare le gite in funzione della disponibità dei rifugi su questi temi o più semplicemente rinunciare a un percorso plurigiornaliero in uno giornaliero, magari facendo base in una accogliente “stube” di fondovalle.

Sperando di stimolare una discussione su questi argomenti abbiamo maturato la decisione di non rinnovare più le tessere del CAI, dal quale ci sentiamo malamente rappresentati e di contrarre l’assicurazione per il soccorso alpino con Dolomiti Emergency, la quale, udite udite, prevede l’assicurazione per il soccorso in caso di infortunio anche per l’amico quattrozampe!

Il mondo cambia velocemente e ci offre sempre nuove e meravigliose opportunità!

In attesa di ripercorrere l’Alta Via N°1 con tutta la famiglia, distinti saluti.

Alessandro Sporeni ex socio CAI SAF Udine

Manuela Rinaldi ex socio CAI SAF Udine”

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30 Comments

  1. ci hanno messo 50 anni a chiedere scusa al signor Bonatti, figuriamoci se si “evolvono” in tempi brevi ad accettare i cani nei rifugi, CAI? no grazie!

  2. Da ex socio CAI mi associo al post.
    Frequento l’alto adige non dolomitico e il mio cane e’ entrato ovunque. A breve partiamo per la valle aurina, nei rifugi della zona il cane NON e’ un problema.

  3. ma andate in tenda no? li il VOSTRO migliore amico disturba solo VOI.
    ma vi pare he mo` facciamo del rifugio XY un canile. gia` in alcuni weekend di luglio ed agosto pare un porcile se poi ci aggiungiamo 3, 4 o ppiu` cosiddetti MIGLIORI amici (ma dde` che`?) diventa davvero meglio stare in tenda e scendere a defecare ed a bere il caffe` in rifugio. Pernottate pure nella STUBBE` di fondovalle che vi accoglie a braccia aperte come dite voi, ma almeno lasciate sta` roba in quota…. ma poi la mmerda del cane ndo` la mettete? in saccoccia per tutta l `alta via?

  4. E se per caso un altro cliente del rifugio manifesta di non gradirne la presenza, che fate? Lo attaccate con diatriba teorica , lo fate sentire in colpa o ve ne andate?C’e chi li imocca o fa loro slecchignare il piatto..che poi..verrà lavato ,ma ildisagio rimane.Fosse per loro natura , i cani frequenterebbero l’alta montagna o sono pure essi sforzati e condizionati dall’umano ?

  5. Premetto che sono un socio CAI da anni ma non sono un “attivista” (non frequento gite sociali, serate o altre attività…), rinnovo l’iscrizione ogni anno più che altro per gli sconti nei rifugi e per l’assicurazione che compre le spese di recupero in caso di incidente.
    Non ho pertanto ancluna posizione “ideologica” pro o contro CAI da difendere.

    Trovo che la “crociata” che montagna.tv ha intrapreso nelle ultime settimane (2 articoli scritti impersonificando un cane, pubblicazione di lettere aperte, …) rispetto a questa tematica “cani nei rifugi” sia veramente ideologica e stucchevole.

    Non sono un amante degli animali, ma non ho assolutamente niente contro ai cani.
    Semplicemente non gradisco la presenza di cani (o altri animali) nel medesimo locale dove sono presente io.
    Perchè la mia posizione dovrebbe essere anacronistica e/o ottusa?!? Semplicemente perchè non condivido la vostra “passione” e “amore” per i cani?

    E’ un tipico atteggiamento egoistico e presuntuoso prendere una propria “passione” e/o “idea” e/o “abitudine” e cercare di imporla agli altri.
    Allora perchè nei rifugi del CAI non è ancora accettata la pratica nudistica? Vista la sempre maggior diffusione delle spiagge nudiste potrebbe essere un’idea per attirare nuova clientela verso i rifugi…
    Oppure perchè non mettiamo musica dance tutta la notte? Chissà quanti giovani depravati abbandonerebbero le discoteche cittadine per venire a ballare in rifugio…

    1. Magari non gradisco la tua presenza nel rifugio..non per questo il gestore può importi di andare a dormire fuori! Non si tratta di gradimento.. Si tratta di adottare regole.siccome gli escursionisti con cani rappresentano un fetta importante, puo essere necessario considerare che esistano.. Che ti piaccia o meno.. Ci mancherebbe che non sia considerata la possibilità di ospitare escursionisti di colore solo perché qualcuno non li gradisce!!!! Esistono e vanno contemplati.. Ovviamente l’educazione rimane.. Non farò leccare il piatto al cane, come non ci sputerò dentro.. Ma questo cosa c’entra con l’ospitare o meno l’animale???

    2. Io non la conosco e la cosa mi rende gioia in quanto non trovo assolutamente adeguato il suo commento. È ora Le spiego perché : uno, la rivista e’ libera di discutere di ciò che vuole( libertà di pensiero e parola); due, forse non ha colto il senso del discorso, infatti, parlare di “nudismo o i giovani depravati(ndr)” ci sono già (ma si chiamano con aggettivi diversi e Le assicuro non fan danno alcuno)in luoghi quali la montagna ma forse Lei è’ così “attento” da non accorgersene;per finire,chi ha sollevato questa discussione e’ una coppia di persone che amano oltre agli esseri umani anche altre specie viventi(cosa che Lei ampliamento ha specificato di non fare).Ritengo che la Sua chiusura mentale abbia dei tratti ben identificabili,quindi sarebbe opportuno andare a fondo di essi,invece di pensare a chi divide il tetto con Lei in un Rifugio.(P.s E’ possibile togliere un animale dalla Natura,ma non la Natura da un animale. Lei va nella Natura senza sapere che è’ essa che viene violata e non il contrario.

  6. SCUSA ORGOSOLO (POSTO BELLISSIMO!), ma poi la mmerda del cristiano, quando fai un’alta via, ndo` la mettete? in saccoccia per tutta l `alta via?

  7. D’accordo che non a tutti piacciono i cani. Il mio evito di portarlo in sala pranzo, se ne sta fuori tranquillo… ma almeno attrezzare una zona esterna al rifugio dove poterlo lasciare anche di notte non mi sembra una cattiva idea, così’ sono tutti felici…

  8. Ebbasta con ‘sti cani! Ebbasta anche coi bambini maleducati, petulanti e caciarosi. Io non ne ho e quindi non posso essere costretto a condividere gli spazi con chi ne ha. Portateli al mare! Nei rifugi dovrebbe esserne vietato l’ingresso, perché disturbano i veri escursionisti. Al massimo si dovrebbe prevedere una dependance esterna dove farli mangiare e dormire.

    1. Tommaso fatti un’ escursione in lande desolate e inesplorate così stai bene con il tuo io, ma, non rompere se al rif. calvi o gemelli trovi una famigliola con bambini che giocano nei prati!!!
      affettuosamente
      Andrea Ballabili

  9. Non riesco proprio a capire come certa gente che si professa amante della montagna, della natura o addirittura “vero” escursionista se ne possa uscire con certi commenti poveri di ragionamento come alcuni di quelli che leggo qui sopra. I cani sono animali e gli animali sono natura… A parità di comportamento con l’uomo, hanno piú diritto loro di vivere e godere questi ambienti… Quindi consiglio ai “veri” amanti della montagna di sforzarsi a commentate con idee piú intelligenti di un semplice e “ebbasta con sti cani”… Un locale dedicato, anche esterno ls trovo un’idea molto piú “elegante”. A lor signori infastiditi dagli animali e con uscite poco appropriate, invece, consiglierei un bell’alberghetto 5 stelle in riviera…

  10. Concordo pienamente con quanto scritto nella lettera pubblicata salvo in un punto: non capisco perchè debba pagare e anche profumatamente per l’ospitalità al mio cane. In un rifugio di cui non faccio ovviamente il nome (rifugio CAI) mi sono stati chiesi ben 10 € a notte per ospitare la mia cagnolina. Alla mia domanda sul servizio offerto per tale cifra mi è stato risposto una coperta ai piedi del mio letto e la ciotola dell’acqua.
    Mi è stato inoltre detto che la pulizia che dovrà essere fatta dovrà essere “accurata” vista la presenza del cane onde evitare che altri avventori, magari allergici al pelo del cane, possano riscontrare problemi.
    A parte il fatto la pulizia DEVE essere SEMPRE accurata, sarà in ogni caso fatta alla fine del mio soggiorno e allora come mai la rischiesta di 10 € a notte? Inoltre, anche se viaggio senza cane, avedoli a casa sono cmq piena di peli che mi porto in giro per cui l’eventuale avventore starà cmq male se mi incontra.
    Sono letteralmente disgustata da come si stanno comportando i rifugisti e credo che sceglierò pure io una assicurazione privata e lascerò il CAI se non vengono riviste queste regole da medioevo.

  11. Facciamo così: tutti gli “anti-cani”  raggruppati in quel tot di rifugi del medioevale Cai, e tutti gli altri in giro a godersi il mondo, tra cui i cani !!!

  12. Non ci credo che ci siano situazioni così categoriche… Se a qualcuno da fastidio il cane o ha paura, sarà premura del proprietario, così come avviene nel quotidiano, fare in modo che il suo cane non dia noia o stare in disparte come avviene in tutti i luoghi pubblici.

  13. Camminare in montagna a fianco del proprio cane è una delle più belle soddisfazioni, quante volte camminate a fianco di persone sconosciute che parlano, spettegolano o si raccontano la loro vita e a voi non importa nulla perché siete andati in montagna per stare in pace? Quindi o rallenti o li anticipi. Se c’è un cane lo eviti se non lo ami, ma perché mandarli la mare? (ancora peggio poi…)
    Il tuo cane che ti guarda, è felice, corre avanti e ti aspetta, resta indietro e corre forte per raggiungerti è una sensazione bellissima, sei felice tu e fai felice il tuo cane. E di notte ci si adegua, ci si organizza, si avvisa prima magari se si prenota, si chiede se a qualcuno da fastidio o no, perché lasciarli fuori categoricamente?

    Sono molto meglio di tanti escursionisti che buttano i mozziconi di sigaretta per terra, talvolta carte di barretta o ancora peggio, cosa che personalmente mi da fastidio le bucce d’arancia fuori dai bivacchi perché : tanto è biodegradabile…
    Ma la tua pattumiera, che sia biodegradabile o no te la porti a casa… Un cane non lo fa…

    Quanti cani invece sentite in vetta in qualche cima rispondere al cellulare urlando, facendo sentire a tutti i cavoli propri come se stando in alto devi per forza urlare perché chi è giù se no non ti sente… E urlano: mi senti? non ti sento? mi senti? adesso sì…. allora????
    E io magari sono arrivata fino a qui per stare un po’ in pace… Questi non vi danno fastidio invece?
    centomila volte meglio i cani

  14. Quello che da più fastidio non sono i cani in montagna ma la pervicacia con cui insistono i loro padroni imponendo agli altri i loro desideri in nome di una medioevalità di cui sono ricchi loro stessi.

  15. I rifugi Cai sono stati pensati e costruiti per il ristoro e l’alloggio degli alpinisti.I “passeggiatori” domenicali con cani possono andare in montagna ma non possono obbligare tutti gli altri a condividere la compagnia canina.Bene hanno fatto gli autori della lettera a disdire la tessera,nessuno piangerà per questo,men che meno il CAI.

  16. In effetti, ora che ci penso, da quando ho cominciato ad andare in montagna con il mio cane (e poi con il secondo, dopo che il primo è morto) ho smesso di arrampicare (dopo oltre 30 anni di attività e di istruttore di alpinismo) e di frequentare i rifugi del CAI. Faccio tutto in giornata o mi porto la tenda. Sto meglio di prima.

    1. Almeno tu sei coerente con ciò che dici.Fai bene ad andare in montagna con il tuo cane e con la tua tenda.Però,dopo aver utilizzato per trent’anni le strutture CAI ora non ci puoi sputare sopra.

  17. Niente chiacchiere.
    Niente cani nei rifugi.
    Come stabilito.
    Niente abusi,
    come su marciapiedi, parchi e avanti a non finire.
    Controlli con 007.

  18. Povero mondo…

    I rifugi erano pensati come punto di appoggio per gli alpinisti, in zone difficilmente raggiungibili in giornata…

    Non come alberghi d’alta quota per passeggiatori cani-muniti…

    Questa discussione fa pari con quella di chi vorrebbe eliminare le barriere architettoniche dei rifugi raggiungibili solo a piedi…

  19. Ma per favore, già i cani rompono in pianura che almeno in quota non disturbino la quiete alpina.

    Che il regolamento rimanga così com’è. Stop.

  20. Da proprietario di cane e appassionato di montagna e natura (socio CAI in gioventù) concordo pienamente con la lettera aperta di Alessandro e Manuela.
    Tenere il cane fuori dal rifugio è del tutto anacronistico (i cani sono ammessi anche sui treni, moltissimi ristoranti, nei supermercati e in molti musei!), oltre che discriminatorio verso i possessori di cani appassionati di montagna. Non stiamo parlando di un divieto come quello per i fumatori, per esempio, sacrosanto in quanto dannoso per la salute altrui (e propria), stiamo parlando di un compagno di avventura (mooolto) spesso più educato di certi “appassionati” di montagna che fumano fuori dal rifugio e buttano il mozzicone lì fuori o che sbraitano al cellulare!
    Quel che dispiace, inoltre, è vedere quali povere argomentazioni, ricche peraltro di aggressività gratuita e maleducazione, portano certi commentatori “civili” che qui si esprimono in maniera tanto categorica per il divieto di accesso ai cani nei rifugi. E meno male che la lettera aperta era, quella si, molto civile, circostanziata ed anche aperta a soluzioni di compromesso!
    P.S. cani, cavalli, delfini, conigli…. insomma tanti animali “selvaggi” vengono con successo impiegati nella “pet therapy” ovunque nel mondo….. non mi risulta che selvaggi, questi si, fumatori, cellulari dipendenti, urlatori e maleducati abbiano simili utilità nella nostra società civile!

  21. cari amici, alpinisti, escursionisti, amanti delle montagna e amanti degli animali e non… , ho letto con interesse le note e le riflessioni che avete scritto e mi permetto di fare pure una mia riflessione.
    Premetto che sono un appassionato di montagna in tutti i suoi aspetti (dall’alpinismo all’escursionismo) e spesso il mio cane Lia è la mia compagna di escursioni su per i monti… una vera amica.
    Trovo un’idea eccezionale quella di riflettere sul permesso di portare il cane in capanna. I nostri amici a quattro zampe che molti considerano sporchi, sono molto più educati e puliti di noi. Quando frequento le capanne (naturalmente senza il mio cane..) mi sono confrontato con la non curanza, la maleducazione e l’immondiziaio anche fuori, oltre che all’interno di alcuni rifugi (anche noti e molto frequentati).
    Il cane che cresce in famiglia (come uno della famiglia con il dovuto rispetto per l’animale) è educato e ama la vicinanza della gente che , purtroppo, pensa troppo spesso di essere perfetta. Il cane è un animale che, se bene educato (e qui bisogna dedicarli il suo tempo) e coinvolto nella nostra vita, partecipa alle nostre gioie e si dimostra in ogni occasione meglio degli umani. Per quel che concerne le tolleranze al pelo, pensate che l’abbondanza dei capelli umani persi ogni giorno è molto superiore alla perdita dei peli di un cane che si regola attraverso la luce e la temperatura. Spesso coperte e materassi in capanna pullulano di acari o quant’altro e noi non ce ne accorgiamo. Si sa che la gente oggi ama essere nelle campane di vetro… Vive in un mondo asettico e “pulito” troppo pulito, ecco perché nascono le intolleranze!!! I nostri bisnonni, la sera, si rifugiavano in stalla a raccontarsi i fatti quotidiani in compagnia delle mucche, pecore, capre, galline e con il loro cane per riscaldarsi. Ma in quel tempo le intolleranze non esistevano ancora… Signori miei, diventiamo più umili ad accettare i cani in capanna (con le giuste regole e tolleranze), altrimenti avete sbagliato posto. Non sarebbe forse più adatto a voi un bell’albergo? (naturalmente parlo per coloro che non tollerano il cane in capanna..).
    Il cane fa parte di noi, della nostra vita, delle nostre gioie, il cane ama davvero la passeggiata in montagna e l’apprezza fino in fondo. Noi non ne siamo sempre capaci. Essere nella natura significa anche unirsi e conoscere la ricchezza della sua gioia gratuita e della riconoscenza che trasmette con spontaneità e sincerità.
    Un appello al CAI ma anche ad altre organizzazioni di montagna, Non buttate fuori, in un box, al freddo o alle intemperie il vostro/nostro cane. Provate voi allora e sfidatevi solo una volta in questa “avventura”…. per niente “sana”.
    Ringrazio tutti voi e per coloro che hanno un attimo di tempo per leggere queste righe, queste riflessioni che nascono da un forte sentimento per i nostri compagni.
    Auguro a tutti voi, quando incontrate un cane, di fermarvi ad osservarlo con amore e scoprirete che lui vi trasmetterà un messaggio di riconoscenza.
    Grazie

  22. la scorsa settimana ero a camminare in Valnontey; c’era un grande cartello del parco con la scritta e il simbolo VIETATO INGRESSO AI CANI; immagino, per rispetto alla fauna endemica; dopo 200 metri un capriolo pascolava tranquillo; dietro di noi (a circa 500 m) camminavano quattro persone (due coppie) con due cani ; liberi, senza guinzaglio e senza museruola; al cartello non si sono nemmeno fermati; i cani si sono messi ad abbaiare furiosamente e si sono lanciati all’inseguimento del capriolo; siccome mi sono permesso di dire ai signori che era vietato l’ingresso ai cani, sono stato ricoperto di improperi e poi di insulti, perchè i poverini (i cani) hanno il diritto di correre, non fanno niente di male, sono buoni, sono più educati di lei, ecc. Quando vado a correre devo fare lo slalom sui marciapiedi sugli escrementi di cane. A volte nei campi incontro cani di grossa taglia, non al guinzaglio, e più di una volta l’incontro non è stato del tutto cordiale (in realtà sono peggio i cagnolini piccoli che si attaccano alle caviglie del podista); spesso nelle corse non competitive i cani sono tenuti al guinzaglio lungo (molto lungo) senza preoccuparsi del fatto che facciano inciampare e cadere. Mi sembra ovvio che, come tutti, anche i proprietari di cani non sempre sono persone educate, che rispettano gli altri, come sembra invece dai commenti qui sopra. Come è altrettanto vero che non tutti i cani sono addestrati (quelli dei mieI vicini, per esempio, non lo sono e abbaiano tutto il giorno). Se a me non mi piace mangiare e dormire dove ci sono (o ci sono stati ) animali, posso farlo solo a casa mia, o ho il diritto di farlo anche in un rifugio?; é sbagliato? e perchè? chi ha diritto di decidere cosa è giusto o sbagliato? Io non nego a chi ama gli animali di tenerseli vicino, a tavola, a letto o dove vuole; ma se questa è una sua scelta, perchè deve imporla anche a me? La soluzione potrebbe essere sala da pranzo e dormitori dedicati ai possessori di animali, con adeguato contributo economico per la pulizia, e altrettanto per chi non desidera la vicinanza degli animali; ma dubito che sia logisticamente possibile; in caso in cui non sia possibile, gli animali restano fuori; del resto il cane in montagna ha una sua protezione autonoma contro il freddo e se è addestrato può tranquillamente dormire senza disturbare dove il padrone lo comanda.

  23. Io ho due cani, chiedo sempre prima di andare in un rifugio se sono accettati, in genere non li porto mai in refettorio, sono convinto che un po più di tolleranza verso gli animali sarebbe una buona cosa. Ho fatto tantissime escursioni anche impegnative, di più giorni in Italia ed all’esterno con il cane e quasi sempre hanno trovato una soluzione.
    Ricordate il cane è un amico fedele.

  24. Sono iscritto al CAI da 41 anni, e da quasi altrettanti collaboro, da volontario, alla gestione del Rifugio Galassi alla Forcella Piccola dell’Antelao.
    Sono stato anche proprietario di cani ed ho una grande simpatia per loro.
    Dopo molti tentativi, falliti spesso per maleducazione del proprietario più che del cane, abbiamo deciso di non ammettere gli animali nelle Camere e nella Sala da Pranzo, mentre sono ammessi nei locali del Bar (dove i proprietari possono anche mangiare) ed abbiamo allestito una cuccia in legno, spaziosa e posta di fronte al rifugio, per alloggiare gli amici a 4 zampe.
    Non abbiamo tuttavia risolto il problema: per un proprietario che apprezza, ce ne sono 2 che lamentano
    – la cuccia è troppo piccola (85×115 cm di base)
    – la cuccia è troppo distante (220 cm dalla parete del Rifugio)
    – la cuccia è troppo calda/fredda
    – il cane si sente solo
    – il mio cane è abituato a dormire con me

    Purtroppo, non mi sembra che il problema stia negli animali a 4 zampe ma in chi considera il proprio cane come un figlio e non si rende conto della differenza.
    Inoltre, alcuni ospiti manifestano forme allergiche verso il pelo degli animali ed anche loro hanno diritto al rispetto.

    Tra le diverse esigenze e nel rispetto di tutti occorre avere anche un po di buonsenso.

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