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Libri in quota

I libri e le montagne “camminano” da sempre insieme. I libri raccontano le montagne e le storie degli uomini che sulle montagne vivono, lavorano si divertono, riposano. Un libro letto in montagna è spesso un’avventura vissuta, che allena il cervello e rinfranca lo spirito. Champoluc, Courmayeur, Pieve di Cadore, Cortina o Dobbiaco, tutto buono per una buona lettura di titoli per l’estate.

 

terre estremeNELLE TERRE ESTREME – Jon Krakauer.  Siamo in Alaska nel 1992 e il racconto, scritto da un maestro dell’avventura, segue il sogno di un ragazzo che abbandona gli studi, vende ogni cosa e si incammina da solo lungo immensi e selvaggi territori fin oltre il McKinley, dove venne trovato morto. Quando venne trovato Chris McCandless aveva con sé un diario che è servito a Krakauer per ricostruire questa fantastica e drammatica storia che si lascia coinvolgere, assieme al lettore, dalle fantastiche figure eroiche di cui narra.

 

 

coronauominiLA VOCE DEGLI UOMINI FREDDI – Mauro Corona. Ancora una terra amara e uomini che vivono con fatica. Una terra dell’inverno, dove nevica e le valanghe scivolano abbondanti a valle. Gli uomini sono però gentili, magari un po’ selvatici, hanno carnagione bianca e una felicità profonda che fa accettare loro la vita con la rassegnazione consapevole dei limiti che la natura consente nel legame con la neve e l’acqua, che sono in realtà i motori della loro esistenza.

 

 

rollySE NON CI FOSSE L’AMORE – Rolly Marchi. Racconti brevi, appassionati e divertenti di amore per le ragazze delle montagne e per le crode, dentro storie di avvenimenti alpinistici, sportivi, di amici con cui Rolly ha accompagnato la sua vita. Alcuni conservano tratti riconoscibili, come Dino Buzzati, altri sono creature della fantasia. Una seria di ritratti femminili dai contorni caldi e seducenti, come Silvia che scopre l’amore e diventa donna durante una scalata. Leggeri e malinconici, lucidi e tesi i racconti amorosi di Rolly Marchi ci fanno venire grande nostalgia di questo maestro non solo dello sci, ma anche dello scrivere.

 

tenderiniTUTTI GLI ALPINISTI DEL K2 – Mirella Tenderini. Un K2 che si racconta con l’avventura del Duca degli Abruzzi, di Houston, quello di Desio, di Bonatti, di Diemberger, di Viesturs. Ogni salita è una storia e un racconto a sé stante, il K2 diviene protagonista nella storia di Mirella Tenderini, diventa lui stesso artefice del destino degli uomini che hanno cercato di salire fin alla vetta, che l’hanno esplorato, amato, conquistato, idolatrato. La spedizione Desio viene vista con l’occhio attento di chi sa di letteratura alpina, ma anche di alpinismo e ne risulta una lettura particolarmente oggettiva e una volta tanto non centrata su polemiche ideologiche. Una bella storia di uomini, con tutti i loro pregi e difetti, attorno al grande K2.

 

everestlibEVEREST 1953 – Mick Conefrey. Mentre il 2 giugno la Gran Bretagna incorona Elisabetta II, la stampa diffonde la notizia della conquista della più alta montagna della terra, l’Everest. Il neozelandese Edmunt Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay sono saliti sul tetto del mondo. Mick Conefrey ricostruisce con documenti inediti ed interviste di prima mano le vicende che portarono al grande successo inglese, a cura di un neozelandese e di un suddito indiano dell’impero. Ne emerge uno spaccato vivo e realistico fatto anche dei retroscena, delle crisi e polemiche che nessuno ha mai raccontato.

 

kurtnodoK2 IL NODO INFINITO, SOGNO E DESTINO – Kurt Diemberger. Sono passati trent’anni esatti da quella incredibile estate alpinistica sul K2 che coinvolse alpinisti di molte spedizioni e che ne vide morire 13 in tempi e circostanze e diverse. Kurt Dienberger era lì, con la spedizione guidata da Agostino Da Polenza, con Julie Tullis ed aveva il compito di documentare cinematograficamente la spedizione italiana che raggiunse il successo prima sul Broad Peak e poi sul K2. Ma il destino di molti degli abitanti di quell’improvvisato villaggio sul ghiacciaio era segnato, compreso quello di Julie. “Infine la bufera, l’allucinante dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas – dunque senz’acqua- prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si “addormenta” per sempre, poi, man mano, anche i compagni muoiono”. Sempre appassionante leggere Kurt Diemberger, anche grazie alle magistrali traduzioni di Tona Sironi.

vettadeiLA VETTA DEGLI DEI, Vol. 1 – Baku Yumemakura e Taniguchi Jiro. Un fotografo giapponese ritrova in una impolverata bottega di Kathmandu una vecchia macchina fotografica. E’ una Vest Pocket Autographic Kodak Special: niente meno che il modello della macchina utilizzata da George Mallory e Andrew Irvine durante la famosa scalata all’Everest del 1924. Si tratta di un ritrovamento unico, che potrebbe cambiare la storia dell’alpinismo e svelare a distanza di 70 anni se fu quella la prima cordata ad arrivare per la prima volta nella storia sul Tetto del mondo. Primo di cinque volumi, La vetta degli Dei è un intreccio articolato tenuto insieme dalla penna di Baku Yumemakura e dalla matita di Jiro Taniguchi, che riuscirà a conquistare anche i non amanti dei manga.

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