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Karakorum: la finestra di bel tempo è arrivata

Nanga Parbat, Gasherbrum, K2, Boad Peak. Dopo il brutto tempo e la marea di neve che è caduta, tutti (o quasi) si precipitano verso la montagna a tentare la vetta e sfruttare questa nuova finestra di bel tempo, che è finalmente arrivata dopo una settimana di attesa e che dovrebbe durare fino al 26.

Al Nanga Parbat gli alpinisti sono sulla Kinshofer, con la via attrezzata solo fino a C2, ma le condizioni sono brutte per la neve, molta e instabile, inoltre qualche giorno fa una valanga aveva portato via tende e corde. C’è quindi da lavorare ancora sul percorso di salita e discesa, ovviamente.

A C2 ci sono attualmente Ferran Latorre ed il francese Helias Milerioux, unici rimasti della spedizione che avrebbe dovuto tentare la vetta dalla Messner-Eisendle, ai quali si è unito il bulgaro Boyan Petrov, anche lui rimasto solo dopo che il compagno Ivan Tomov ha lasciato il campo base a causa del mal di montagna dopo al tentativo di vetta dello scorso 13 luglio. A volte dopo un grande sforzo capita un calo delle difese immunitarie e un riacutizzarsi della sensibilità alla reazione ipossia. In ogni modo l’arrivo in vetta è previsto per il 24.

A salire c’è anche la spedizione spagnola di Fernando Fernández Vivancos e José Saldaña Rodríguez. Dei piani dei coreani non si sa ancora nulla.

Ai Gasherbrum sono archiviati per tutti i progetti di traversata a causa delle pessime condizioni delle montagne. Il trio basco composto da Alberto Iñurrategi, Juan Vallejo e Mikel Zabalza è partito questa mattina per la cima del GII dalla via francese.  La cresta ripida e affilata è anche il percorso più sicuro sul GII. La via normale invece con molta neve presenta parecchi rischi.

Dai polacchi, che tentano la via normale del GI, arrivano notizie circa l’aumento delle temperature, che stanno creando problemi sta creando problemi: gli alpinisti riportano che la neve degli scorsi giorni si è trasformata in pioggia, sul ghiacciaio si sono formati nuovi laghi e due ponti di neve sono crollati. Ricordiamo che il crollo di un ponte di neve è stata la causa dell’incidente occorso a Krzysztof Stasiak.

Valanga al K2. Photo Kobler&Partner
Valanga al K2. Photo Kobler&Partner

Dopo l’abbondante neve al campo base del K2, il cielo terso consente di vedere che anche in quota c’è moltissima neve e le valanghe spazzano i canali e i pendii.

Arrivano infatti notizie, scontate, di una dozzina di distaccamenti nevosi, il più importante ha sfiorato sulla destra il C1. Nonostante ciò questa mattina la maggior parte degli alpinisti di Kobler&Partners è partita di buon’ora (due sono ancora al base a causa di una gastrite). Anche Madison Mountaineering intende sfruttare questa finestra. Gli alpinisti di K2 United Expedition sono invece già a C1. Gli sherpa sono invece già a C2.

La spedizione polacca si muoverà stasera, così da aspettare che la finestra si stabilizzi. I piani sono quelli di separarsi in due squadre, ma non di fare un tentativo di vetta. L’obiettivo è un’ultima rotazione in quota fino a C4 per poi tentare la vetta in un altro momento.

Anche sul Broad Peak, unica montagna dove le condizioni vengono riferite come buone, si sale: la potenziale vetta è attesa per sabato o domenica. I campi sono predisposti fino al terzo, al momento gli alpinisti sono al secondo. Sulla montagna ci sarà anche il catalano Oscar Cadiach alla ricerca del suo 14esimo 8000. Il bel tempo ha consentito inoltre l’arrivo dell’elicottero per evacuare l’alpinista Jonatan Garcia, colpito da una trombosi alla gamba.

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