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K2- “Immondizia” e pulizie d’alta quota

Tornano tutti a casa. E questo è il bello delle spedizioni commerciali: si destabilizzano a vicenda. Poi, rientrando prima, qualunque sia la causa, l’immagine negativa determinata dall’insuccesso viene compensata con risparmi economici (giorni in meno da pagare a sherpa e all’agenzia pakistana) e con il fatto che potenzialmente chi ha rinunciato, per causa di forza maggiore in questo caso, è un potenziale cliente per l’anno successivo. Alcuni sono talmente “motivati”, potendoselo economicamente permettere, da tornare per più anni a ripetere il tentativo.DSC09958

Ieri Michele Cucchi, guida alpina di Alagna, che collabora con EvK2CNR nella gestione del Parco del Karakorum Centrale, in missione per una serie di valutazioni sui sistemi di pulizia e gestione ambientale attivati sul ghiacciaio del Baltoro, ci aveva detto di essere rimasto impressionato dall’affollamento di tende al campo base, ma che in generale aveva trovato tutto ben tenuto e pulito. Questo fa piacere e significa che le campagne di sensibilizzazione, soprattutto verso personale pakistano che ha la responsabilità della gestione dei campi base, stanno dando dei frutti, anche in situazioni critiche come quella di quest’anno con 9 spedizioni impegnate sul K2.

Da cinque anni infatti un gruppo di alpinisti pakistani staziona in alcuni camp-site lungo il Baltoro   e a Concordia, il formidabile circo glaciale dove i ghiacciai che scendono dai Gasherbrum e dal K2 si incontrano e formano il ghiacciaio che da lì scorre verso sud per altri 50 chilometri. Una parte sono volontari, l’altra è composta da personale del Central Karakorum National Park- CKNP: tutti si sono offerti di mantenere pulito il ghiacciaio, i campi base, gli accessi alle montagne. Lo scorso anno hanno portato a valle e smaltito 6 tonnellate di immondizia e 3 di feci raccolte ai vari campi alti e al base del K2, dove erano state montate delle toilette mobili.DSC00101

Tutto bene! C’è però un costo che è quello logistico per tenere una dozzina di persone in giro per un paio di mesi sui ghiacciai, questo comprende le attrezzature ed i trasporti; perché tutto quanto raccolto va portato fuori dal ghiacciaio, fino ad Askole, dove c’è il punto di raccolta, di differenziazione e incenerimento.

Questo costo viene assorbito solo in parte da una quota sui trekking permit, sugli ingressi del CKNP e dalla tassa ecologica di 200 dollari che ogni spedizione paga al Dipartimento del Turismo. Il totale dedicato alla pulizia è di poco più di 5000 dollari anno, il resto dei costi, sei volte tanto, è coperto da donazioni private, in particolare anche quest’anno dal contributo di un’importante azienda di abbigliamento e moda internazionale che ha a cuore questa regione montana e la sua conservazione ambientale.

Ma torniamo al caso attuale del K2. Le 122 persone, intruppate in gran parte in quattro spedizioni commerciali, avevano con loro più di 200 bottiglie di ossigeno. Di queste in buona parte erano state trasportate a campo 3, dove sono state spazzate via dalla valanga disperdendosi fino alla base del K2; insieme all’ossigeno tende, sacchi a pelo, viveri, pentolame, bombole di gas ecc.

Se grossolanamente supponiamo che ogni alpinista o sherpa o portatore pakistano d’alta quota avesse intestata una quota di attrezzatura di 5 kg a testa che se n’è venuta giù per la parete, possiamo calcolare che 600 kg di attrezzatura, più l’ossigeno sono stati “dispersi” nell’ambiente.

DSC09992E poi c’è quella che era a campo 4, che certamente nessuno andrà a portare giù.

Ma il conto della serva della sensibilità ambientale è questo: ogni alpinista paga, più o meno, 35.000 dollari per partecipare a spedizioni commerciali, che spendono 200 dollari come tassa ecologica per compensare il Parco Nazionale del Karakorum dei costi di mantenimento ambientale e pulizia. Francamente pare un assurdo che un’agenzia, quelle di quest’anno ne avevano una media di 20 di clienti, che incassa 700.000 dollari ne spenda solo 200 per l’ambiente. Del resto furono proprio le agenzie che organizzano le spedizioni, ovviamente quelle pakistane che lavorano come sub-contractors di quelle internazionali, che le sobillarono ed inscenarono una dura protesta contro il Dipartimento del Turismo quando impose il pagamento della tassa di accesso al CKNP e la miseranda tassa ambientale di 200 per spedizione. I 200 dollari dovrebbero essere il contributo richiesto per ogni cliente, non per ogni spedizione.

Per fortuna il valore delle bombole, quelle intatte, è talmente elevato che di sicuro qualche pakistano intraprendente, appena se ne saranno andati tutti dal campo base, se ne tornerà verso campo avanzato e sotto la parete del K2 a raccogliere quel che di prezioso la montagna ha fatto precipitare, per andarselo a rivendere a Skardu.

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