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Al K2 scarpone con cadavere

Gilkey memorial. Photo @ Isaiah - summitpost.org
Gilkey memorial. Photo @ Isaiah – summitpost.org

“Era un Millet rosso, taglia 8, recente, avanzava fuori dal ghiaccio poco più della suola, quando l’ho mosso mi sono accordo che c’era attaccata la gamba, scavando nella neve e nel ghiaccio attorno è venuto fuori il corpo intero. Ormai uno scheletro. Messo male, lo abbiamo sistemato dentro un sacco e poi portato al Memorial Gilkey”.

Il racconto di Michele Cucchi è quello dell’esperto soccorritore, abituato sul suo Monte Rosa a incontrare anche l’orrore delle morte umana, a esercitare talvolta la pietà del ricomporre miseri resti che la montagna restituisce.

Al di la della sepoltura nel luogo sacro a poche centinaia di metri dal campo base, inaugurato con l’inumazione di Art Gilkey e che l’anno dopo accolse il corpo del valdostano Mario Pushoz, si dovrà almeno tentare di dare un nome alla salma, purtroppo in pessimo stato, l’unica cosa intatta pare proprio lo scarpone di plastica. Secondo Michele, l’altro era già stato trovato bel 2014.

Michele lo ha fotografato, appena la riceveremo pubblicheremo l’immagine e chiederemo ai siti di montagna di fare altrettanto nella speranza che qualcuno lo riconosca e possa dare un’indicazione per un nome da incidere su un coperchio di alluminio a memoria dell’alpinista morto sul K2 e ritrovato in quest’estate 2016.

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