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Medicina in montagna, Primo Piano

In montagna per un “bagno” di vitamina D: i consigli del pediatra

Pochi lo sanno. Ma molte patologie di bambini e adulti, dalle allergie alle malattie autoimmuni, sono dovute ad una carenza di vitamina D, una sostanza che il nostro corpo è in grado di produrre quando prendiamo il sole. Fabio Agostinis, specialista in pediatria e allergologia-immunologia, consiglia la montagna per un “bagno di vitamina D” e dà suggerimenti importanti sull’esposizione al sole: 15 minuti senza protezione permettono di aumentarne la produzione.

Dottor Agostinis, quanto è importante la vitamina D per il corpo umano?
Oggi la stragrande maggioranza dei bambini e degli adulti ha una carenza di vitamina D. Parliamo di circa il 90% della popolazione pediatrica italiana. Moltissime patologie sono legate a questa carenza: rachitismo, malattie autoimmuni, malattie allergiche (rischiamo di arrivare al 50% dei bambini con oculorinite allergica e il 30% sviluppa eczemi). Ricerche dimostrano che l’insorgere di queste patologie sembrerebbe essere legato a vari fattori tra cui la troppa igiene e la carenza di vitamina D.

Perchè la montagna è importante a questo fine?
A quote più alte c’è una temperatura ambientale più adatta all’esposizione al sole, si suda di meno e si possono fare “dosi di vitamina D” con temperature inferiori rispetto al mare. In alta quota però bisogna fare attenzione alle scottature, più facili per l’intensità della luce e per l’aria più rarefatta.

Quale protezione consiglia?
Prima di tutto un accorgimento, raccomandato di recente dall’Accademia americana di pediatria: nel primo quarto d’ora di esposizione al sole i bambini non dovrebbero mettere alcuna protezione perchè in quei 15 minuti i bambini non si scottano, ma sono in grado di produrre un quantitativo adatto di vitamina D. Passato questo intervallo, vanno protetti con le creme fattore 50. Tutti di solito cercano di mettere la crema prima dell’esposizione al sole, e il risultato è un deficit diffuso di vitamina D. Ecco perché hanno deciso di cambiare le disposizioni in merito all’esposizione solare.

Altri consigli?
Fino ad 1 anno si dà la vitamina D ai neonati, invece sarebbe a mio avviso necessario continuare con una somministrazione quotidiana o settimanale. Stare al sole permette una adeguata produzione di vitamina D, quindi d’estate può essere evitata ma con l’accorgimento di esposizioni solari brevi e senza protezione.

In conclusione, consiglierebbe una vacanza in montagna?
Oltre a numerosi benefici di un soggiorno in montagna, mi sento di dire che in queste stagioni estive caratterizzate ondate di caldo torride con un’afa molto pesante, la montagna permette di sentirsi meglio. Il caldo asfissiante è deleterio per adulti e bambini, soprattutto perchè innervosisce.

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