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Sci alpinismo olimpico, non sono tutti felici

ScattopartenzaVertical Race 2016-1aCrediamo che il commento di Stefania, una lettrice di Montagna.TV, qui sotto riportato possa essere utile per capire lo spirito e l’umore provocati da notizie che, a volte, sono prese in assoluto come positive, ma che, invece, possono essere portatici di incertezze, dubbi, nostalgie, rimpianti sereni e spesso giustificati.

Scrive Stefania a proposito dell’entrata della Federazione dello Sci Alpinismo tra quelle olimpiche e, pertanto, l’inserimento dello sci alpinismo tra le discipline che si svolgono sotto i cinque cerchi: “Confesso che la notizia non mi rallegra… il proliferare di gare e garette degli ultimi 15-20 anni ha già prodotto un aumento esponenziale nel numero di praticanti. Il fenomeno è particolarmente evidente in Italia dove nello sci alpinismo non c’era il radicamento culturale che c’è in Austria o in Svizzera, e dove la competizione, il pettorale, la classifica rappresentano un’esca irresistibile per molti. Col risultato che ora fanno gare (e relativi allenamenti quotidiani) di skyrunning, di sci alpinismo, di MTB (e non parliamo poi di DH) un sacco di persone che per la montagna in sé non avevano e non hanno né interesse né amore (come si vede dalla quantità di tubetti di gel energetici, che fioriscono ormai lungo tutti i percorsi, e dal fatto che tre quarti della gente che incroci estate e inverno ha la bava alla bocca ma non ti degna di uno sguardo né di un saluto). Sono contenta di essere abbastanza vecchia da aver vissuto altri tempi. Anche se l’arrampicata, lo sci alpinismo e la MTB non c’erano, alle Olimpiadi.”

Abbiamo chiesto un’opinione a Maurizio Gallo, guida alpina ed esperto sci alpinista:

“Io sono favorevole ad un approccio sportivo alle discipline che si praticano in montagna, fondamentalmente per diverse ragioni:

  • – la prima: lo sport definisce dei valori e delle classifiche evidenti per i quali si eliminano dubbi, “banfate” varie, molto frequenti in questo mondo; allo stesso tempo, consente un approccio di maggior sicurezza rispetto al mito del rischio che si associa sempre all’alpinismo;
  • – la seconda: il mondo cambia e si evolve. Ho combattuto per anni a favore della crescita dello sci alpinismo agonistico e dell’arrampicata su ghiaccio agonistica, spingendo per il riconoscimento olimpionico. Ora si vedono i risultati sia per lo sci alpinismo che per l’arrampicata sportiva! Ben venga un “bravo” a tutti quelli che si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo! Non è poi vero che chi pratica questi sport non ami e contempli le bellezze e le sensazioni uniche che la montagna sa offrire: ci sono momenti e momenti;
  • – la terza: gli spazi per muoversi in montagna selvaggia esistono sempre, basta avere la capacità e il coraggio di avventurarsi in posti non “attrezzati e bonificati”.

Ho sempre amato la solitudine e il silenzio, anche interiore, ma sono convinto che la montagna non debba essere un luogo esclusivo, riservato a pochi eletti, ma uno spazio in evoluzione coerentemente ai cambiamenti che viviamo: in fondo, considero la nostalgia del passato un sentimento da superare, guardando sempre al futuro. Che sarà sicuramente migliore.”

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8 Comments

  1. L’aumento esponenziale non c’è stato solo nel numero dei praticanti, ma pure nel costo delle attrezzature..per cui l’ansia di ammortizzare la bella botta o di collaudare preziose e iperleggere appendici,fa iniziare la stagione alle prime nevicate non assestate.Siamo arrivati pure agli skiroll per scialpinisti.E’ la societa’ dei consumi, bellezza.Non appena si punta qualche attivita’ ancora libertaria ed ananchica, si fagocita nel giro degli sponsor., abbigliamento ed ammenicoli vari.Stranamente pattinaggio artistico o su strada a rotelle o inline, orieenteering non sono ancora specialita’olimpiche…mentre hanno tolto la cronometro a quadre di ciclismo.

  2. Pratico sci alpinismo da oltre quarant’anni ed ho vissuto tutta l’evoluzione tecnica e sociale di questo superbo e magnifico sport.Non ho nulla contro le gare in sé ma che pena vedere spesso le persone con la testa bassa e al più sull’orologio.Siamo circondati da tanta bellezza e non capisco tutta questa fretta che hanno coloro che poi faranno le gare.Mi associo a Stefania nel dire che abbiamo avuto la fortuna di godere la neve nei tempi in cui tutto era più tranquillo.

  3. Ultimamente sto leggendo sempre più commenti improntati su una stucchevole nostalgia dei “bei” tempi passati, sullo si stava meglio quando si stava peggio e così via. ..

    Uno va sull’Himalaya e tutti a fare le pulci su quanti soldi ha speso, quanti sherpa aveva, quanti campi ha fatto….

    Se ci provi di corsa sei uno a caccia di sponsor…

    Se ci provi in inverno peggio che peggio….

    Poi tutte le polemiche sui cani nei rifugi,con prese di posizione e commenti a dir poco stupefacenti per la loro anacronisticità. ..

    E adesso addirittura le Olimpiadi! Nemmeno quelle vanno più bene…incredibile! 

    Vorrei chiedere alla Redazione se abbiano mai fatto uno studio sugli utenti abituali di questo bel sito, perché mi viene da pensare che o sono tutti fenomeni oppure, più semplicemente,  vecchi  (di testa, non anziani! !).

    Ciao

    1. Caro Bacco ( nome evocativo e un po’ nostalgico) , in Himalaya una volta le pulci erano abbondanti e tuttora non è difficile beccarsele. Se uno vuol essere esente se ne sta a casa, se ci va e si agita qualche pulce se la deve aspettare. La caccia agli sponsor va benissimo, magari ce ne fossero tanti, per i primi e secondi ma anche per gli altri: è l’ipocrisia che attira le pulci.
      L’inverno è freddo e le pulci non lo sopportano. Le importano però in Europa, anche in America e da li mordicchiano i comunicatori satellitari che scelgono il gelo per amore dell’avventura e anche un pochino, poco, poco, della ribalta. Ma ci sta’.
      I cani sono gli amici più fedeli delle pulci. Da noi, almeno quelli che frequentano la montagna, normalmente vengono disinfestati con collarini, liquidi, pastiglie chimiche e le pulci muoiono. In Himalaya i cani sono ancora molto accoglienti.
      Le sacre Olimpiadi? Ci piace la montagna e i suoi sport alle Olimpiadi. Qualcuno ci aveva pensato già nel 1936. Ora tocca all’arrampicata, allo sci alpinismo, ottimo! Andiamo avanti. Ma l’alpinismo è o non è uno sport? E cos’è l’alpinismo? “Marzulliano” quesito.
      Ciao

  4. Che poi vorrei capire cosa c’entrano le “gare” di “sci alpinismo” con lo sci alpinismo….. percorso già stabilito, tutto o quasi in sicurezza, nessuna scelta dell’itinerario di discesa o salita, neve quella che è, solo testa bassa e pedalare……. Io lo chiamerei trail running invernale….. infatti molti “sci alpinisti” sono runner che di alpinismo non capiscono una H.

    sci alpinismo direi che è tutt’altro…… lo sci alpinismo è tutto quello che volete, tranne che finire un determinato percorso nel minor tempo possibile. Quindi trovate un altro nome a quell’attività che fanno alcune persone con gli sci risalendo di corsa le montagna……

    a livello professionistico, Greg Hill fa sci alpinismo……. Non quei corridori con le tutine e gli sci

  5. Vorrei chiedere al Sig.”Bacco” se essere giovani di testa corrisponde all’andare di corsa sugli sci e con la bava alla bocca.allora vorrebbe dire che tutti gli altri che si godono lo sci alpinismo vero dovrebbero essere definiti “vecchi”,di testa.Il Signor “G” definisce molto bene il significato di sci alpinismo.

  6. Caro Sig Da Polenza,

    il mio soprannome é solo un’abbreviazione del mio cognome! Nulla di evocativo o nostalgico!

    Più complicata invece è la risposta al Suo marzulliano quesito: secondo me l’alpinismo È uno sport, e come tale PUÒ essere vissuto, se uno lo desidera.

    Il punto della mia polemica sta qui: ognuno a parer mio è libero di fare ciò che vuole, certo nei limiti del lecito e, si spera, delle proprie possibilità. Qualora suddetti limiti vengano superati, è giusto che ciascuno ne paghi le conseguenze, quali esse siano. 

    Rispondo volentieri anche al Sig Mario: per non essere vecchi di testa basta essere aperti al cambiamento! Altrimenti avremmo ancora la ruota quadrata e gli sci di legno!! 

    Poi ognuno, di nuovo, sarà libero di vivere questo cambiamento come meglio crede: cavalcandolo o lasciandoselo scivolare addosso. 

    Infine, caro Sig G, non vedo la necessità di dover trovare nuove terminologie per questa attività : mi spieghi la differenza con tutti gli altri sport! Uno che si prepara per un’ultra maratona esce ben di casa a “correre”,  al pari di uno che fa una corsetta sul lungomare: o si deve forse dire che esce a ultramaratonare? ?!!

    Ciao 

  7. Vedo solo ora che dal mio commento è addirittura scaturito un articolo!
    Ciao Maurizio.
    Provo ad aggiungere, a rate ;-), qualche considerazione personale ai tre punti da te elencati.
    Primo punto: tra chi l’alpinismo lo pratica per piacere personale le “banfate” e gli imbrogli fanno solo ghignare e provare commiserazione per chi ne ha bisogno. E del resto codificare l’arrampicata su roccia e su ghiaccio e lo scialpinismo come sport agonistici con classifiche, giudici, record e medaglie non aiuta né a capire né a valutare le realizzazioni alpinistiche “vere” più o meno estreme. Le gare di arrampicata sportiva non sono certo servite da metro per misurare il valore dell’apertura di una via o di una ripetizione invernale e mai si sopiranno le discussioni infinite su l’ha fatto, come l’ha fatto, quando l’ha fatto.
    I “valori”, i record e le classifiche dei vari sport vediamo bene quanto valgono tra doping, scommesse, polemiche, giudici venduti e bici truccate…
    Per quanto riguarda la sicurezza, ovvio che in qualsiasi sport agonistico si cerchi di evitare lo spargimento di sangue… e ci si riuscirà quasi sicuramente, nelle gare, bonificando pendii e transennando dirupi. L’aumento dei praticanti, spesso privi di preparazione specifica in termini di prevenzione e autosoccorso, non aumenterà invece la sicurezza nella pratica non agonistica. Peccato che così l’opinione pubblica accetterà sempre di meno gli incidenti e la libera pratica di uno “sport” così pericoloso al di fuori degli spazi deputati e, spero di sbagliarmi, si arriverà in pochi anni alla regolamentazione dello scialpinismo.
    Continua….

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