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Il grande organo che fa suonare le stalattiti

In Virginia, USA, si trovano le caverne di Luray, uno dei più ricchi sistemi carsici del mondo, famose non solo per la bellezza delle complicate formazioni calcaree, ma soprattutto per l’organo che ospitano all’interno.

Uno strumento musicale speciale perché costruito sfruttando le naturali concrezioni a stalattite; l’opera è di Leland W. Sprinkle, che nel 1954 era in visita con il figlio alle grotte.

La storia di come l’idea è nata è avvolta nel mito: alcuni raccontano che Sprinkle abbia avuto l’intuizione quando gli è stato raccontato della guida Andrew Campbell, che a fine ‘800 era solita percuotere e far risuonare le stalattiti per il diletto dei visitatori; altri narrano che durante la visita il figlio dell’uomo abbia sbattuto la testa nella caverna, producendo il suono che lo ha ispirato nell’ideazione dell’organo.

Per realizzare lo strumento Sprinkle ha impiegato tre anni, durante i quali ha testato oltre 2500 stalattiti, sparse su oltre 14.000 metri quadri di caverna, usandone 37, delle quali alcune sono state limate per ottenere la nota corretta. Ha disposto poi in corrispondenza delle concrezioni un pistone ricoperto di gomma per percuoterle, azionato da una molla collegata al tasto giusto della tastiera dell’organo. Per oltre 20 anni l’uomo è rimasto ad intrattenere i turisti facendo risuonare, per gli oltre 62.000 metri quadri dell’intero percorso, le note dell’organo accompagnate dai rumori dell’acqua che scorre e gocciola dalle stalattiti.

 

 

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