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Cronaca, Primo Piano, Sicurezza in montagna

Troppi Morti – sottovalutazioni tecniche e meteorologiche

Breithorn. Photo wikimedia commons
Breithorn. Photo wikimedia commons

Traversata del Breithorn, sul Monte Rosa, a 4000 metri di quota. I due corpi sul ghiacciaio individuati da una guida alpina svizzera sono di una coppia di tedeschi precipitati all’alba, lui di 31 anni lei di 57, della Baviera, caduti per 150 metri mentre sul Breithorn centrale affrontavano la parte rocciosa della cresta.

Come accade in questi casi difficile stabilire cause e dinamica, che potrebbe essere ricondotta sia a una caduta di uno dei componenti della cordata, ma anche al fatto che il giorno prima il cattivo tempo ha imperversato e potrebbe essere stata “fatale una cornice di neve”. Partiti ieri da Zermatt, Svizzera, erano impegnati nella classica traversata che li avrebbe portati al rifugio delle Guide della Val d’Ayas in Valle d’Aosta.

Tra le guide alpine valdostane, e non solo, e gli alpinisti più esperti si insinua qualche dubbio e si apre un dibattito sulla causa dei ricorrenti incidenti di questo periodo in alta montagna sulle Alpi. Sono riconducibili a fatali errori alpinistici, a una casualità statistica o piuttosto a una serie di concause che chiamano in campo le regole di sicurezza dentro le quali muoversi, come la sottovalutazione dei repentini cambi meteorologici, la scarsa valutazione delle difficoltà alpinistiche che mutano con il cambiare della temperatura e dell’innevamento anche temporaneo. I due morti del Cervino di cui avevamo dato notizia qualche giorno fa sono di fatto rimasti vittime di un violento fortunale annunciato per tempo.

Sta diventando ormai abbastanza imperdonabile non considerare i bollettini meteo, che almeno nel breve periodo sono affidabili. Questa leggerezza non riguarda solo gli stranieri, oggi per esempio abbiamo recuperato degli italiani che si erano avventurati in quota con delle previsioni non buone” dice all’Ansa Adriano Favre, guida alpina da anni direttore del Soccorso alpino valdostano e tra gli esperti italiani di sicurezza in montagna. Fondamentale è partire attrezzati, anche per l’imprevisto. Come un improvviso peggioramento delle condizioni meteo o un piccolo incidente, per esempio una distorsione, che però può far rimanere fermi. A volte può bastare un telo termico, che pesa pochissimo ed è efficace. E’ di grande importanza infine “affrontare itinerari che siano alla portata delle proprie capacità, altrimenti è bene affidarsi a un professionista” commenta ancora Favre.

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1 Comment

  1. si vuole promuovere le montagne come luna-park e l’ alpinismo come una moda x tutti e tutti, che dopo una passeggiata, si sentono pronti per aprire una nuova via sul k2; poi bisogna gridare al lupo al lupo?!?

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