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Killian Jornet di corsa verso l’Everest

“Non sono mai stato a quell’altitudine, ho quindi bisogno di imparare ad andare facilmente a quelle altezze e ad acclimatarmi”. Così Killian Jonet, il quale, dopo essere arrivato l’8 agosto in Nepal ed aver iniziato ad acclimatarsi qualche giorno nella Langtang valley, è giunto in Tibet pronto per iniziare la sua sfida.

Ha iniziato quindi l’allenamento a 4300 metri, a Tingri, poi l’ultima tappa dell’avvicinamento verso il Monastero di Rongbuk a 5200 metri. L’approccio alla seconda fase di acclimatamento sarà la medesima rispetto a quello adoperata sulle Alpi, ma ad altezze superiori ai 6000 metri: alte performance ad elevate altitudini, alternate a periodi di recupero, questa volta però a 6500 metri. Lo scopo del team è portare Killian ad un ottimo livello di acclimatamento con il minimo affaticamento possibile, cosicché al momento più opportuno Jornet possa cogliere l’occasione di salire. Ad assisterlo l’alpinista Jordi Tosas, l’esperienza del gruppo, Sébastien Montaz-Rosset, alpinista e cameraman, e Vivian Bruchez, guidal alpina di Chamonix e scialpinista.

L’altro “problema è che non siamo una grande spedizione, saremo soli sulla montagna” dice Killian, che aggiunge “non possiamo dipendere da altri e dovremo essere veramente onesti con noi stessi”. La sfida non sarà solo quella di essere il più veloce, ma anche di essere in grado quando sarà sulla montagna di “prendere la decisione giusta: se continuare o rinunciare”.

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