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Soccorso sull’Ogre II, ancora una speranza

La parete nord dell’Ogre II (Pakistan) è una delle più impervie e difficili che in questi anni sono state tentate. L’affermazione vale a far capire il contesto alpinistico di “alto livello” nel quale si sta svolgendo la ricerca di Kyle Dempster e Scott Adamson, 33 e 34 anni, provenienti dallo Utah, bravi alpinisti con grande esperienza su queste montagne che, come ci ha ricordato anche Daniele Bernasconi (che con Hervé Barmasse tentò l’Ogre I), rappresentano uno dei formidabili terreni di sfida dell’alpinismo estremo e tradizionale.

Scott Adamson
Scott Adamson

Questa mattina gli elicotteri militari ingaggiati dai soccorritori e, come da regolamento, dalla potente Ambasciata Americana a Islamabad, approfittando del miglioramento meteo tenteranno di volare da Skardu lungo la valle del Fiume Braldo, oltre il villaggio di Askole; poi sul ghiacciaio del Biafo, uno dei più grandi dell’Asia, fino al campo Base, e infine sull’Ogre II, che è alto “solo” 6969 m, e quindi raggiungibile dall’elicottero anche nei settori più elevati.

Speriamo. A Islamabad, intanto, un aereo e un elicottero di una compagnia internazionale di soccorso assicurativo sono pronti a intervenire.

Kyle Dempster
Kyle Dempster

Al campo base ci sono anche altri 6 alpinisti internazionali: Thomas Huber, Toni Gutsch e Sebastian Brustscher, che condividono il loro campo base con gli americani Henry Lowe, Jim Donini e Thomas R. Engelbach, venuti qui per salire “qualche seimila della regione”. Lowe e Donini hanno fatto la storia alpinistica di queste montagne e in particolare sul Latok. Nel 1978, sulla cresta Nord del Latok, sono rimasti in parete 26 giorni consecutivi prima di decidere di rinunciare e ritornare al campo base.

Ci sono persone di grande esperienza e capacità da quelle parti, che sicuramente sapranno valutare il da farsi e, forse, una speranza per Kyle e Scott può rimanere accesa.

Photo courtesy of Nathan Smith

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