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Così non si fa!

Guardando queste immagini c’è veramente da meravigliarsi che non accadano più incidenti in montagna. Molte guide alpine stanno fotografando e postando il o i “fenomeni” che se ne vanno per i ghiacciai con disinvolta e disarmante incoscienza.

Questo il testo che accompagna il post su Facebook della guida valdostana Luca Montanari, che pubblichiamo.

“Monte Bianco 3/4 settembre. Mentre tenevo un Corso di Alpinismo assisto a queste scene, a cui purtroppo mi sono dovuto abituare, ma NON POSSO RIMANERE INDIFFERENTE! così decido di togliere del tempo ai miei allievi e mi avvicino ai crepacci dove questa gente, imperterrita, scatta foto, selfie in questo “Luna park”. Metto in guardia queste persone del pericolo che stanno correndo…in tutta risposta, una madre scocciata che stava scattando foto con i suoi due bimbi, mi risponde, a tono. A questo punto…non voglio più perdere altro tempo, impotente, mi volto e torno al mio lavoro.  Che la montagna sia di tutti, che la montagna deve rimanere un luogo dove la gente deve sentirsi libera di fare quel che vuole, arrivati a questo punto mi sembra una grande cavolata!!! E non credo proprio che sia un mio punto di vista.”

Esiste probabilmente un qualche Santo (San Cristoforo? San Bernardo?) che protegge la specie dei turisti e viaggiatori d’alta quota.

Ad ogni modo pubblichiamo queste foto, che strappano un amaro sorriso, nella speranza che qualcuno le guardi e si renda conto che così non si fa. Se poi qualche giornale di gran tiratura volesse riprenderle con eguale esortazione, crediamo farebbe un servizio oltre che alla “montagna”, ai “turisti” ed al Soccorso Alpino, che di lavoro ne ha già molto, come il recente terremoto ha purtroppo dimostrato.

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22 Comments

  1. Se si continuano a fare funivie che arrivano a 4000m e strade che portano dappertutto non ci si deve poi lamentare se si vedono queste scene. Basta non farle e in montagna si sale a piedi con fatica.

  2. Hai ragione Davide..certo in questo modo si recupera qualche soldino per sistemare la zona circostante.Ma siccome è pieno di stupidi incompetenti come questa famigliola qui sopra..che ci vuoi fare?Io li lascerei dentro al crepaccio quando ci finiscono!!!

  3. Basterebbe un pò di buon senso ed una minima conoscenza della montagna delle sue bellezze ed anche dei suoi pericoli. Comunque mi domando se ci sono un minimo di cartelli o divieti anche se temo vengano ignorati da certi personaggi che si permettono di rispondere a tono ad una guida alpina che li sta mettendo in guardia contro un rischio reale.

  4. pensano di averla fatta franca, e per fortuna..ma quelli in pantaloni corti, col riflesso del sole d’alta quota sulla neve… avranno le gambe rosse e doloranti fino al vescicamento…urge cremina…Non trascuriamo il sole sulla testa , se ci sono pochi capelli i padiglioni auricolari si infiammano con bolle…pure gli occhi se non protetti da lenti a protezioneUVA totale sembreranno da film horror.

  5. Vedremo scalette attraversare i crepacci, tour sul ghiacciaio, ristori e panchine panoramiche. Gli interessi di strade e mega funivie si son mai fermati davanti ad una crepa?? Più che condannare gli sprovveduti delle foro, le guide dovrebbero far pressione su politici e imprenditori affinché come su altri versanti si impegnino a limitare e prevenire…. visto quanto che al momento non ci sono ancora disgrazie.

  6. È davvero interessante leggere i vari articoli e commenti che auspicano controlli,  divieti,  interrogazioni parlamentari su questo o quello….

    E poi c’è chi vorrebbe uno stop agli impianti (ma quelli che ci sono già sono comodi, vero??!), un ritorno alle origini con lunghi avvicinamenti (e suvvia, basta strade!) o addirittura si stupisce perché ci sono pochi incidenti (come se    ce ne fossero stato pochi ultimamente. …RIP).

    Ma contro l’ignoranza della gente, che addirittura rifiuta consigli e indicazioni di professionisti, che ignora avvisi e cartelli …. beh…contro questo non si può combattere… 

    Non mi resta che augurare a tutti gli sprovveduti che fanno il passo più lungo della gamba di poter rientrare a casa sani e salvi, di riabbracciare le loro famiglie e di vantarsi con colleghi e amici delle loro belle foto…

    E poi gli auguro di aver modo di riflettere, e rendersi conto di quanto siano stati stupidi e parimenti fortunati. 

    Ciao 

  7. Non fare funivie non c’entra nulla.
    Quella mamma, probabilmente,è la solita mamma che non lega i bambini nei seggiolini in macchina.
    Questione di educazione

  8. Anche se ci fossero dei cartelli grossi così ci sarà sempre chi li ignorerà comportandosi in modo pericoloso. Anche io ho fatto il bagno al mare con esposta la bandiera rossa, non si fa.
    La differenza è che nel momento in cui un esperto o un adulto mi fa presente che sto sbagliando, io non ho l’arroganza e la maleducazione di dissentire.
    Toccherà mettere il divieto o l’omino in pettorina a controllare.

  9. Tentare di frenare certe forme di “progresso”, dove si celano interessi economici e’ come voler frenare una valanga. Finira’ in ogni modo come ha scritto ‘bangoss’.

  10. Io penso che la montagna come il mare sia di tutti e che certi punti vadano messi in sicurezza.e visti i numerosi incidenti mortali successi durante l estate siano capitati ad alpinisti e non gente in infradito.a volte l arroganza di certi alpinisti è insopportabile.ognuno è responsabile delle proprie azioni.

  11. Mmmmm che legame mai ci sarà tra gli impianti che ti portano a 3000m con gli scellerati che vanno in infradito sui ghiacciai, questa me la dovete spiegare.
    Esempio stupido….. allora dato che ci sono persone che guidano ubriache e provocano incidenti aboliamo le automobili??? ….. no perché l’equazione è la stessa!!!
    Se poi vogliamo parlare che magari si siano costruiti troppi impianti di risalita anche dove non servono ecc, li sono anche d’accordo…… però state spostando la discussione su tutt’altro problema che non centra nulla con le persone in infradito sui ghiacci.
    Parere mio, molte persone non conoscendo i pericoli nascosti in un ghiacciaio non ne percepiscono la pericolosità, così si avventurano in zone pericolose credendo di essere in un prato coperto di neve.

  12. Il ragionamento è semplicissimo: se hai le infradito e ti vesti come un vacanziere a Riccione, fino a tremila metri, fino ai ghiacciai, non ci riesci ad arrivare, ma neanche ci vai con gli scarponi se non ti porta su fino ai 2000 e oltre il solito gippone. Dunque, proseguendo nel ragionamento semplicissimo, se non ci fossero impianti di risalita ovunque fino in alta quota, non ci sarebbero gli sprovveduti sui ghiacciai. Però le guide sono gli ultimi che devono fare certi discorsi, perchè, a parte qualche eccezione, tutti sono ben favorevoli agli impianti, così come ai gipponi e all’ eliski, un altro fulgido esempio di “alpinismo” che loro, le mitiche guide, insegnano.
    Circa gli sprovveduti, il discorso è molto semplice: chi naviga sa benissimo che è obbligatoria la dotazione minima di sicurezza (segnalazione ecc.), dunque se in ambiente glaciale vai senza ramponi ai piedi e senza calzoni lunghi ti becchi una denuncia e paghi una multa.

  13. a guardi non stia a scomodare i gipponi…… anche senza la sua bella utilitaria (a meno che non abiti a Courmayeur) sul bianco non ci si arriva, così la montagna potrà essere usufruita solo dai veri montanari del posto…..
    almeno non ci saranno gli alpinisti della domenica a disturbare.

  14. Ma dai che novità…Ho lavorato 20 anni fa per diversi anni al Livrio Stelvio pieno ghiacciaio.
    Stesse scene se non peggio….
    Bambini in scarponi da aci correvano in pieno ghiacciaio all arrivo della gara di fine corso…..

    1. Vero, ma lo Stelvio e il Ghiacciaio del Gigante, sul Monte Bianco, sono realtá glaciali, molto, molto diverse. Ad ogni modo può pensare e faccia come vuole, ma i ghiacciai, soprattutto quelli non battuti dai “gatti” e dai maestri di sci, rimangono , pericolosi.

      1. Forse non mi sono spiegata sono d accordissimo sul fatto che siano pericolossissimi….dicevo solo che purtroppo non è affatto una novità….
        Non mi sembra che lasciare giracchiare per un ghiacciaio ragazzini in scarponi da sci magari al di fuori della battitura delle piste sia un comportamento sicuro….
        In quanto a pericolosità e crepacci mi sembra che lo sia anche lo Stelvio….Ne ho visti un po’ fischiare sotto

  15. la smettiamo con la solfa dell’estate tragica?
    da anni in Italia il numero di interventi del soccorso alpino si mantiene pressoché costante nonostante “si sia ampliato il periodo di fruizione” e si siano aggiunte attività sinistrose come la MTB (fonte CNSAS vedi http://www.cnsas.it/2016/04/07/presentazione-dati-nazionali-2015-piu-di-7-mila-interventi/). Si legga anche l’articolo Agosto, periodo di ‘super attività’ per il Soccorso Alpino, dove si dice che la famosa superattività è poi in linea con quella dell’anno scorso. Stesse conclusioni dalle statistiche dell’aiut Alpin Dolomites: http://www.aiut-alpin-dolomites.com/italiano/statistiche.html
    E vedrà pure che in proporzione il numero degli incidenti mortali tende a scendere, per i continui miglioramenti nelle strumentazioni e tecniche di intervento che si traducono in celerità (cellulare compreso). Il numero di morti per incidenti in montagna tra l’altro è paragonabile al numero di annegamenti.
    E per inciso, dati del 2015:
    “L’escursionismo (2877), lo sci in pista (755) e l’alpinismo (439 di cui sci-alpinismo 169 casi , 132 le ferrate, 128 l’arrampicata) sono le attività durante le quali accade il maggior numero di infortuni. I cercatori di funghi che hanno chiesto aiuto o che è stato necessario recuperare sono stati 315.”
    E ripeto e sottolineo, nel 2016 più o meno siamo sempre su questi numeri.
    Se pensiamo che il numero di morti per suicidio, nella fascia tra i 15 e 40 anni è enormemente superiore, direi che è altro su cui dovremmo riflettere.

  16. se fossero caduti nel crepaccio e ci fossero rimasti secchi vi dico non avrei nessuna pietà, sono degli imbecilli e come tali prima o poi ci lasciano la pelle. E’ la selezione naturale.

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