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Cani molecolari: un aiuto importante per la ricerca dei dispersi

ROCCA PIETORE, Belluno – Ormai tutti li conoscono come cani molecolari, in realtà la disciplina cinofila applicata nella ricerca delle persone scomparse è il mantrailing – da man, uomo, e trail, traccia percorso – in cui ci si affida al potente tartufo dei cani addestrati a seguire il ‘percorso dell’uomo’ segnato dalle sue particelle corporali, tracce uniche per ogni singolo individuo, personali come un’impronta digitale.

Dal primo al 4 settembre scorsi Rocca Pietore ha ospitato una 4 giorni di mantrailing, esercitazioni sul campo e incontri con i soccorritori organizzati in tutte le regioni italiane dal Cnsas per approfondire la conoscenza e facilitare l’impiego di questa speciale unità cinofila.

In Italia, il Cnsas ha 10 cani molecolari operativi a livello nazionale e regionale, 5 erano presenti a Rocca Pietore, compresa l’unità cinofila appartenente al Soccorso alpino e speleologico del Veneto, che ha ottenuto proprio in questi giorni l’operatività: Danilo, il conduttore, e Magoo, il suo Bloodhound o Cane di Sant’Uberto.

Oltre ai 5 cani adulti già brevettati, hanno partecipato all’addestramento anche 5 cuccioli. Tra le razze canine utilizzate di preferenza, i grandi Bloodhound, ma anche i Segugi Bavaresi, di taglia più contenuta.

Durante le giornate cani e conduttori hanno preso parte ai momenti addestrativi assieme a figuranti messi a disposizione dal Soccorso alpino della Val Pettorina e a scambi e confronti con capi e vicecapi, conduttori di altre unità cinofile, direttori delle operazioni di ricerca. Presente anche il coordinatore nazionale dei cani molecolari Paolo Cortelli Panini, responsabile nazionale veterinario dei cani del Cnsas.

Le unità cinofile presenti provenivano da Calabria, Sardegna, Marche, Toscana, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Veneto. Prossimi appuntamenti dal 4 al 9 ottobre a Castelnuovo di Garfagnana (LU) e i primi di novembre in Calabria.

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