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MONTE BIANCO, 65 RECUPERATI, IN 45 RIMANGONO STANOTTE SOSPESI SUL GHIACCIAIO

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In 45 sono rimasti sulle “Caravelle”, nuvole , vento e buio hanno fermato gli elicotteri.
Da sempre le Caravelle che corrono nel cielo a tre a tre sopra la “Mer de Glace”, fanno parte dell’immenso, abbacinante e stupefacente panorama del Monte Bianco. Viste dal ghiaccio sono puntini che scorrono nel cielo.
Le Caravelle sono piccole cabine rosse e nere appese a dei cavi tirati per migliaia di metri sopra uno dei più grandi ghiacciai alpini che da sud , dal rifugio Torino e punta Helbronner a 3466m, e più a occidente dal Dente del Gigante 4013m, si espande in un enorme circo glaciale che s’appoggia a nord est al Grand Capucin, un monolite di granito alto 400 metri dove è “stata fatta” la storia dell’alpinismo moderno dal grande Walter Bonatti, che nel 1951 vi aprì la prima formidabile e difficile via di salita. Da lì in poi sul bordo del versante francese ci sono il Mont Maudit e poi il Mont Blanc du Tacul 4248 m, sotto il quale verso nord scivolano i grandi piani glaciali fin sotto l’Aiguille du Midi 3842m, dove arriva la funivia che parte da Chamonix e partono le Caravelle.
Uno spettacolo che dalle Caravelle ti godi appeso sopra più di 100 metri di vertiginoso vuoto e scivolando di qua e di la del ghiacciaio, lentamente, con ritmi calcolati per godere il panorama ma anche per consentire alle Caravelle di scorrere sui due speroni/piloni di sostegno dei cavi. Il tutto al prezzo di una ottantina di euro a testa.
L’impianto era stato revisionato da poco tempo, in occasione del rinnovo della parte italiana della funivia che parte da Courmayeur e arriva al Rifugio Torino e a punta Helbronner : la Skyway è un impianto modernissimo e tecnologico, inaugurato lo scorso anno in gran pompa politica, e a ragione.
I soccorsi oggi pomeriggio, quando il vento attorno alle 16,30 ha fatto accavallare i cavi e bloccare i sistemi di trazione e l’impianto, sono partiti immediatamente, da parte italiana e francese. Sono manovre provate e standardizzate, ma sempre complesse, con tutti gli elicotteri disponibili in azione, che le guide alpine dei due versanti gemelli del Monte Bianco hanno avviato immediatamente . Ma evacuare 110 persone bloccate con condizioni complicate di vento e poi di visibilitá richiede tempo. Gli evacuati sono stati portati al rifugio Torino e da lì in funivia a Courmayeur e in pullman a Chamonix.
Domattina si riprende e in poche ore tutti saranno in salvo e al caldo. La temperatura nelle caravelle stanotte scenderà attorno allo zero e i turisti bloccati avranno certamente freddo, anche se un minimo di attrezzatura di soccorso e protezione è comunque presente nelle cabine. La comunicazione è garantita.
Un incidente che denota ancora una volta come la montagna rimanga un ambiente complesso e difficile, nonostante le precauzioni e la tecnologia più avanzata. Certo nonostante la delicatezza delle manovre di soccorso, il grande disagio e la paura, la professionalità degli uomini del soccorso di Chamonix e Valdostani dovrebbe garantire che tutto andrà per il meglio. Incrociamo le dita.

Ore 18,30 -CHAMONIX — «Stanno portando con gli elicotteri le persone in territorio italiano, a Courmayeur», spiega Roberto Francesconi, ad della funivia italiana Skyway del Monte Bianco. A causa di un guasto alla linea francese, a quota 3.462 metri, oltre centodieci persone – francesi, italiani e americani – sono bloccate nella cabinovia panoramica del Monte Bianco.  «Da Courmayeur è stato organizzato un servizio di bus per Chamonix», aggiunge Francesconi.

La linea collega la stazione dell’Aiguille du Midi (Francia) a quella italiana di Punta Helbronner (punto di arrivo della Skyway Monte Bianco, che parte da Courmayeur) e al comune di Chamonix (Francia). Secondo i media francesi, il guasto sarebbe dovuto all’incrocio dei cavi dovuto al forte vento.

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