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Tempo Tiranno, una nuova via in Valle dell’Orco

Il tracciato della via dopo S1(Testo e foto Marco Appino e Umberto Bado – Guide Alpine Torino, www.guidealpinetorino.com)

Alcune linee nascono perchè evidenti. Altre nascono perchè la parete è troppo invitante per non essere salite. Altre ancora, e questo è il nostro caso, nascono per un capriccio, una curiosità.

Il diedro nascosto della terza lunghezza ci apparse durante una ricognizione invernale su una cascata. Dalla strada è invisibile ma noi eravamo nei boschi duecento metri più a monte e non potemmo ignorare quella fantastica fessura.
Perchè, dovete sapere, che per noi che gironzoliamo da anni in Valle dell’Orco, binocolare ogni sorta di spaccatura o fessura è praticamente la norma e se vediamo qualcosa, la tenatazione è veramente troppo forte per non andare a metterci il naso. Negli anni abbiamo trovato tante fessure ma questo diedro….questo era perfetto.

Il problema era raggiungerlo senza creare una fila di spit, cosa non consona alla Valle dell’Orco, al nostro portafoglio e, soprattutto, alla nostra voglia di trapanare tutto il giorno.

Partimmo per quest’avventura con il solo obiettivo di mettere le mani in quella fessura, se poi il resto della parete fosse stato insuperabile non sarebbe stato un gran problema. Le cose sono andate molto diversamente. Per quanto la linea sembrasse impossibile, riuscimmo a trovare una maniera più o meno semplice di progredire. Arrivammo al diedro e la sua prima salita fu un’esperienza memorabile, ma riuscimmo, sorprendentemente, anche ad andare avanti. Dopo qualche placca, tanta fessura e qualche attimo di scoramento ci ribaltammo sul terrazzo in cima alla parete veramente contenti di essere riusciti a completare questa signora linea che proprio non pensavamo potesse esistere.

Vi abbiamo riassunto l’avventura di Tempo Tiranno in poche righe, ma la verità è che ci abbiamo messo diverso tempo. Alcuni anni siamo saliti più volte per lavorare sulla via, altri non ci siamo saliti affatto lasciando il cantiere in attesa di tempi migliori. Tempo Tiranno è una piccola grande via, dove chi vorrà cimentarsi troverà una Valle dell’ Orco lontana dalle stupende vie classiche e delle fessure magnifiche su cui sbuffare e incastare in tutte le maniere.

 

SCHEDA “Tempo Tiranno”

Nome via: Tempo Tiranno

Sviluppo: 165 m

Dislivello: 100 m

Difficoltà: 7b/A1 max, 6b obbl

Esposizione: ovest incassato

Apritori: Marco Appino – Umberto Bado
Materiale: una serie di friends fino al 3. Doppi dallo 0,4 al 2 ( se si pensa di fare più artif di quanto indicato è preferibile triplicare le misure medie e avere anche un 4)

 Avvicinamento stradale: Risalire la Valle dell’ Orco oltrepassando l’abitato di Noasca. Risalire i tornanti e, prima di entrare nella galleria che porta a Ceresole Reale, imboccare la vecchia strada che corre esterna alla galleria. Seguirla fino alla Frazione Pianchette e parcheggiare appena dopo un grosso capanno in legno, cento metri prima della fine della strada.

Avvicinamento a piedi: la parete si trova sulla destra orografica . Guadare il torrente appena a monte del capanno e attraversare la radura erbosa in direzione della parete. Addentrandosi nel bosco si trova una serie di ometti che risale la boscaglia e costeggia la parete.
Seguendo il canale, traccia contro la parete di sinistra salendo, si giunge all’attacco 20 metri prima che il canale diventi completamente roccioso. Un bipiede in legno legato con vecchi cordoni e appoggiato alla roccia segna questo punto. 15 minuti, percorso a volte poco agevole.

Attacco della via: un breve diedro/camino sulla cengia erbosa appena a sinistra

L1: salire il diedro giungendo ad una buona piattaforma dove si trova il primo spit. Affrontare la placca via via più facile man mano che ci si alza raggiungendo la sosta su una cengia. 40 m 6b+ 8 spit lungo il tiro. Tiro ancora sporco di licheni nei primi metri di placca.

L2: ora si abbandona la placca portandosi a sinistra contro la parete strapiombante. Con passaggi delicati raggiungere un buon riposo. Tramite una provvidenziale cornice attraversare a destra fino ad un piccolo diedro che sale ( passo non liberato, A0) raggiungendo delle buone prese. Dall’ultimo spit ancora un moviemento delicato consente di ribaltarsi sul terrazzo di sosta. 20 m 7b/ A0, 10 spit

L3: fenomenale fessura atletica e continua. Dal suo termine un muretto a tacche (spit) difende l’arrivo in sosta, leggermente spostata  a sinistra su una cengia spiovente. 30 m, 7a, 2 spit.
L4: breve tiro in placca che inizia verso destra per poi raggiungere la sosta tornando a sinistra. 15 m, 6b, 3 spit

L5: salire il diedro sulla sinistra e superare il tetto (spit) con un passo atletico ma non difficile. Alzarsi qualche metro, traversare a destra ( spit) e salire fino sotto un piccolo tetto. Continuare obliquando verso destra superando uno spigolo e raggiungendo la cengia dove vi è la sosta. 30 m, 6a+, 2 spit

L6: salire il breve diedro che porta all’albero nei pressi di una profonda nicchia ( spit).
Entrarci dentro ( delicato, ancora sassi instabili) e salire nel camino via via più stretto e aggettante in fuori. Ribaltarsi all’esterno (spit)seguendo la fessura strapiombante ( tratto di alcuni metri  non ancora liberato, A1) fino a che il bordo inferiore non consente una progressione più facile. Continuare nella fessura fino al netto bordo orizzontale che segna la fine della parete e della via. Sosta appena usciti dalla parete. 30 m, 7a/A1, 3 spit

Doppie: da S6 a S5 con un pendolo. Da S5 a S3 piazzando un friend e/o moschettonando uno spit di L4. Da S3 a terra

 

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