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Libere in Vetta: in montagna per dire no alla violenza sulle donne

Si terrà sabato primo ottobre, sul Monte Cornizzolo, nella Prealpi lombarde, “Libere in vetta”, una giornata contro la violenza sulle donne.

L’evento è nato dal progetto Libereinvetta di tre giovani socie CAI del Triangolo Lariano: Priscilla Porro di 24 anni, Fabiana Gomba e Lara Codognotto, entrambe di 26 anni e realizzata con l’aiuto delle Sezioni del Club alpino italiano di Cantù (CO), Erba (CO) e Giussano (MB). “Nel corso degli ultimi anni abbiamo conosciuto storie di giovani donne abusate sia psicologicamente che fisicamente, racconti che ci hanno toccato e che abbiamo cercato di legare a ciò che ci ha sempre accompagnate, la montagna”, affermano Priscilla, Fabiana e Lara. “Siamo convinte che la montagna possa consentire a tutte le donne in difficoltà di sentire il silenzio delle loro emozioni e ascoltare se stesse dinnanzi a cime innevate, immensi pascoli o sontuosi ghiacciai”.

Priscilla Porro, il presidente del CAI Vincenzo Torti, Fabiana Gomba, Marika Novati
Priscilla Porro, il presidente del CAI Vincenzo Torti, Fabiana Gomba, Marika Novati

Il ritrovo è alle ore 13.45 presso l’Alpe di Carella. L’arrivo è il rifugio Marisa Consigliere S.E.C., dove è in programma il concerto folk del gruppo Tavernicoli e l’esposizione del progetto fotografico che accompagna l’evento: 14 scatti che rappresentano la libertà della donna nell’ambiente montano, 14 scatti come i 14 ottomila che donne e uomini hanno già raggiunto.

“Questa iniziativa conferma, una volta di più, le sensibilità presenti all’interno del Sodalizio”, afferma il Presidente del CAI Vincenzo Torti. “La collaborazione delle nostre Sezioni a un’opera di sensibilizzazione e di attenzione rispetto a problematiche così attuali e rilevanti rappresenta una positiva declinazione dell’andare in montagna come attività di elevato valore sociale”.

Chi vorrà partecipare dovrà indossare un indumento di colore rosso. Il ricavato della giornata sarà devoluto a Telefono Donna, che ogni giorno assiste persone vittime di violenze e abusi, offrendo rifugio, sfogo e aiuto concreto.

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