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Mike Kosterlitz, l’alpinista nobel per la Fisica

La notizia dell’assegnazione del premio Nobel per la Fisica di quest’anno non ha interessato solo gli addetti del settore, ma anche, e forse soprattutto, l’ambiente degli scalatori ed alpinisti. A vedersi assegnata la prestigiosa onorificenza è stato infatti John Michael Kosterlitz, che i primi conosceranno come professore della Brown University, ma che ai secondi farà tornare alla mente la leggendaria fessura Kosterlitz, a Ceresole.

Lo scozzese fu infatti protagonista dell’arrampicata degli anni 70, soprattutto in Italia, dove, assieme a Gian Carlo Grassi e Gian Piero Motti, aprì numerose linee su pareti e blocchi in Valle dell’Orco, come la celeberrima fessura a Ceresole che porta il suo nome, ma anche Pesce d’aprile sulla Torre di Aimonin e Sole nascente sul Caporal.

In quegli anni in cui era al Politecnico di Torino, Kosterlitz, giovane ma esperto alpinista (aveva già alle spalle tra le altre una prima salita sul Civetta, una nuova via sul Badile, la prima ripetizione della via degli americani sul Dru), era ancora lontano dal Nobel, ma già sulla strada delle ricerche sulla materia che lo avrebbero portato a vincerlo. Kosterlitz smise di arrampicare poco dopo quegli anni gloriosi a causa di un problema di salute, dedicando la sua vita alla fisica.

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