• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Arrampicata sportiva, Primo Piano

Incidente mortale in palestra d’arrampicata in Polonia. Attenzione alla sicurezza.

Un incidente mortale è accaduto in questi giorni una palestra d’arrampicata in Polonia, a Tarnowskie Góry. La struttura era stata inaugurata lo scorso anno ed è parecchio frequentata. La vittima di questo incidente mortale è un alpinista esperto di 34 anni che è precipitato da un’altezza di 16 metri. Ovviamente sono scattate le indagini della polizia e la magistratura ha aperto un’inchiesta. Dai primi accertamenti la struttura pare però fosse in ordine e che il compagno non abbia commesso errori nell’assicurare. Insomma sembra si tratti di un “errore umano” dell’arrampicatore, una leggerezza, un nodo mal fatto, che l’assuefazione e la consuetudine hanno impedito di verificare, controllare.

dav-2015-11-24-011
Manifesto della Deuthcher Alpenverein (DAV)

Congetture, certo, ma che aiutano a fare una considerazione sulla sicurezza nelle palestre d’arrampicata. Di tanto in tanto partono degli allarmi che però, indagando nella vastità della rete, trovano scarsa fondatezza. Le palestre non sono certo immuni da incidenti, come questo caso di cronaca insegna. Con grande lungimiranza la Deuthcher Alpenverein (DAV), l’associazione di alpinismo tedesca, qualche tempo fa ha lanciato una campagna di informazione rivolta agli arrampicatori con un manifesto di grande impatto e che qui pubblichiamo.

L’idea di base era quello di aumentare la sicurezza nelle palestre e sulle pareti d’arrampicata e di sensibilizzare gli arrampicatori sull’importanza del “controllo reciproco” e il rispetto delle norme di sicurezza basilari.

Sono migliaia ormai le pareti e le palestre d’arrampicata, sono frequentate da ragazzini e adolescenti, ma anche da molti adulti e il fenomeno è in ulteriore amplificazione. Non ci stancheremo mai di affermare che chi arrampica ha come avversari la gravità, l’inesorabile legge che ci fa cadere a terra se non siamo atleticamente preparati e tecnicamente in grado di farvi fronte, anche con l’attenzione costante a che tutte le manovre siano sempre perfette. Questa è la sola garanzia che dobbiamo pretendere da noi stessi e a chi arrampica con noi.

Se poi il CAI, che nei suoi centri di arrampicata già molto si impegna con i suoi istruttori nella prevenzione, seguisse l’esempio della sorella DAV con una campagna mirata a livello nazionale, crediamo farebbe cosa buona e utile.

Articolo precedenteArticolo successivo

2 Comments

  1. La grafia corretta e’ “Tarnowskie Góry”. Tragica notizia comunque, strano che qui in Polonia non abbia trovato commenti sui siti e forum di arrampicata.

  2. “se non siamo atleticamente preparati e tecnicamente in grado di farvi fronte”

    Se la redazione scrive una frase del genere si capisce quanto lavoro di formazione c’è ancora da fare!
    Cosa c’entra la parte atletica? Calarsi si calano tutti e se hai fatto male il nodo o finisce la corda non c’è atleta o manovra che tenga!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *