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Cronaca, Primo Piano

L’Orso investito in Abruzzo era già ferito da un colpo di arma da fuoco

orso-ucciso-parco-nazionale-abruzzo-ottobre-2016-1-kkwf-u4324031267797fg-593x443corriere-web-romaMartedì notte era stato trovato un orso al confine con il parco nazionale della Majella, riverso sul ciglio della strada lungo la statale 17 nel Comune di Roccaraso, in provincia dell’Aquila. Il giovane plantigrado, investito probabilmente da un mezzo pesante, era deceduto qualche ora dopo nonostante le cure veterinarie dell’ambulatorio dell’area faunistica di Palena (Chieti).

Alla notizia della morte, molte voci si erano alzate per mettere in luce il problema dell’uccisione degli orsi sulle strade. Dura era stata la posizione del WWF, che aveva definito come “trappole ecologiche” le zone protette dei parchi che lacunano di misure di salvaguardia che impediscano l’uccisione degli animali. “A causa di ritardi, inadempienze e mancanza di iniziative concrete, ci stiamo prendendo una responsabilità enorme: stiamo portando all’estinzione l’orso bruno marsicano – aveva dichiarato Dante Caserta, vicepresidente di WWF Italia – È assurdo che una società con un livello così elevato di preparazione e conoscenza, una tecnologia che consente di trovare soluzioni a problemi che fino a pochi anni fa sembravano irrisolvibili, con fondi e contributi dell’Unione Europea per salvaguardare le specie e gli habitat a rischio, perda una battaglia fondamentale come quella della salvezza di una specie così importante”.

A seguito però dell’esame necroscopico si è stabilito che l’orso investito è morto a causa dei traumi conseguenti all’incidente stradale, ma anche che era claudicante a causa di una ferita da attribuire a un colpo di proiettile all’arto anteriore sinistro, probabilmente esploso da qualcuno con l’intento di centrare l’area cardiaca e, quindi, di ucciderlo.

“Le prove diagnostiche – dice il direttore del parco della Majella, Oremo Di Nino – indicano che si è trattato di un animale in gravi difficoltà, che zoppicava e si era approvvigionato in modo insufficiente rispetto alle esigenze del momento e all’imminente periodo invernale. Non è escluso – conclude Di Nino – che il problema di zoppia, ormai cronicizzato, gli abbia impedito di sottrarsi efficacemente anche all’impatto con l’automezzo che lo ha ucciso”. Intanto continuano le indagini della Forestale dell’Aquila per cercare di risalire all’automobilista che ha travolto l’orso.

Secondo i numeri del WWF, dal 1971 al 2015, dai dati raccolti dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, risultano morti 112 orsi, un dato probabilmente sottostimato poiché non sempre si ritrovano le carcasse. La media è di almeno 2,5 orsi deceduti all’anno in una popolazione che conta una cinquantina di esemplari. Sebbene spesso non sia possibile risalire alle cause del decesso, l’uccisione con arma da fuoco, l’avvelenamento e la morte sulle strade sono le cause principali.

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